L’impronta di Sempio scoperta dopo 18 anni, ma per la difesa non è una prova
PAVIA. L’impronta sul muro della scala dove è stato trovato il corpo di Chiara Poggi è di Andrea Sempio? La procura è convinta che lo sia, ma per gli avvocati difensori del nuovo indagato per il delitto di Garlasco non sarebbe comunque una prova contro il loro assistito.
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Facciamo prima un passo indietro, un passo lungo 18 anni: come mai quell’impronta, repertata come la numero 33 durante l’inchiesta del 2007, non è mai stata attribuita prima a nessuno? La risposta la fornisce la Procura di Pavia con un comunicato mandato oggi (mercoledì) ai mezzi di informazione. “Il 29 agosto 2007 – si legge nel testo della Procura – i Ris di Parma ispezionarono le pareti della scala e fotografarono digitalmente l’impronta numero 33, emersa dopo un trattamento con un prodotto utilizzato per far emergere le impronte latenti. Il 5 settembre fu asportata dal muro, grattando l’intonaco con un bisturi sterile, una parte dell’impronta priva delle creste utili per gli accertamenti dattiloscopici (ovvero i piccoli rilievi sul palmo della mano che possono permettere di attribuire le impronte a una persona specifica, ndr). Su questo punto si stanno svolgendo ulteriori investigazioni. La restante parte dell’impronta, potenzialmente utile per gli accertamenti dattiloscopici, era stata ritenuta “non utile” nella relazione tecnica dei Ris”.
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Una consulenza depositata nei giorni scorsi dai periti incaricati dalla procura ha cambiato le carte in tavola. A spiegarlo è la Procura nel suo comunicato odierno: "Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli, incaricati degli accertamenti dattiloscopici, hanno eseguito analisi su tutte le impronte ritenute “non utili” nel 2007 e hanno concluso in tempi brevi, alle luce delle nuove potenzialità tecniche a disposizione, che l’impronta 33 è stata lasciata dal palmo destro della mano di Andrea Sempio, per la corrispondenza di 15 minuzie dattiloscopiche”, ovvero i piccoli rilievi che permettono di identificare la mano che ha lasciato una impronta.
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Per la difesa, però, non si tratterebbe di una prova contro l’indagato. "Andrea Sempio nel 2007, essendo un amico del fratello della vittima, era entrato in quasi tutte le stanze di casa Poggi, tranne la camera da letto dei genitori di Chiara. Per questo motivo non è strano che ci sia una sua impronta lungo la scala che porta al piano di sotto": dice l'avvocata Angela Taccia, che difende Andrea Sempio, indagato per l'omicidio in concorso di Chiara Poggi. Stamane (mercoledì) davanti al tribunale di Pavia, Taccia ha risposto alle domande dei giornalisti prima di entrare in Procura per recuperare le 80 pagine della consulenza sulle impronte trovate sul luogo del delitto.
