Canischio, rabbia di trialisti e ciclisti: distrutti sentieri e segnali
CANISCHIO
Ancora atti di vandalismo contro il mondo dello sport outdoor e in particolare il trial e il ciclismo nelle sue declinazioni enduro e downhill. L’ultimo episodio si è verificato nei giorni scorsi lungo i sentieri della Val Gallenca, tra i Comuni di Pratiglione e Canischio, dove ignoti hanno divelto e gettato tra l’erba alcuni cartelli posizionati dal Moto club Valli del Canavese trial team per segnalare i percorsi autorizzati. Cartelli realizzati a spese dei soci, senza fondi pubblici, e installati nel pieno rispetto della legge.
«Lo scorso 4 maggio, su sentieri autorizzati nell’ambito del Comprensorio fuoristrada del Piemonte, si è svolto un evento motociclistico nel territorio della Val Gallenca. Alla fine della giornata abbiamo trovato i cartelli divelti – spiegano il presidente e il vicepresidente del Moto Club, Vanni Crisapulli, vicesindaco di Cuorgnè, e Maverick Mussa –. Addirittura prima dell’inizio della manifestazione, che si è svolta come sempre nel pieno rispetto delle regole, erano già state strappate e abbandonate le fettucce in plastica posizionate lungo il tracciato».
I vertici del sodalizio sottolineano come a Canischio siano stati accolti con grande disponibilità, ringraziando in particolare la Società “da Enrica” per l’ottima collaborazione. Tuttavia, qualcuno non ha nascosto la propria intolleranza.
«Che le moto non fossero gradite ad alcune frange di residenti era risaputo – proseguono –. Siamo pienamente consapevoli delle sensibilità che il nostro sport può toccare e per questo non ci discostiamo mai dai percorsi autorizzati. Non invadiamo prati o colture, rispettiamo i pedoni e il territorio. Le nostre uscite seguono una sorta di decalogo interno, fatto di semplici regole dettate dal buon senso, per convivere con l’ambiente e con chi lo frequenta».
I cartelli vandalizzati, puntualizzano ancora, «non erano solo segnali di percorso, ma strumenti fondamentali per garantire legalità, sicurezza e ordine. Sono stati acquistati grazie all’autotassazione dei soci e posizionati dai nostri volontari, gli stessi che ne curano la manutenzione e si occupano della transitabilità dei sentieri. Organizziamo periodicamente uscite per ripristinare i tracciati danneggiati dal maltempo, sistemare il fondo, metterlo in sicurezza. Senza contare – aggiungono – che ciascuno di noi, quando va in moto, porta a casa la propria spazzatura e quella che trova. Questi buontemponi invece non hanno trovato di meglio da fare che gettare cartelli e paletti tra l’erba. Un bel segno di civiltà».
Dal Moto club Valli del Canavese arriva infine la conferma dell’intenzione di ricorrere nelle sedi opportune per segnalare formalmente quanto accaduto e tutelare il proprio operato: «Faremo una regolare denuncia in caserma, dai carabinieri».
Sono stati segnalati anche episodi che hanno coinvolto un gruppo di ragazzi che, in sella alle loro biciclette, scendevano da Belmonte verso Valperga attraversando i boschi: «Tra due alberi è stata tesa una corda. Se uno di noi non se ne fosse accordo ci saremmo fatti molto male - raccontano - ma non solo. Abbiamo ripulito i sentieri, anche dall’immondizia, e utilizzando alcuni materiali di scarto avevamo costruito un paio di “ostacoli” , dei salti artificiali per allenarci. Sono stati distrutti».
