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Апрель
2025

Striscione fascista sul municipio, la denuncia del sindaco Lissia

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PAVIA. «Il fascismo marcia ancora». Lo striscione, con i simboli di due fasci littori e la firma “Pavia skins” è comparso sulla facciata di palazzo Mezzabarba la mattina del 25 Aprile, festa della Liberazione dalla dittatura nazi fascista, ed è stato rimosso da personale della Digos. A renderlo noto, sul suo profilo Facebook, lo stesso sindaco, Michele Lissia, che dice di avere atteso qualche giorno di riflessione prima di rendere noto questo episodio.

Il messaggio

«Ho lasciato passare qualche giorno per rifletterci – dice il sindaco – e indirizzare agli autori questo messaggio: non è con un lenzuolo lugubre e uno slogan sconclusionato che si può cambiare quello che è stato conquistato con il coraggio, il sangue e la speranza di un popolo intero».

«C’è ancora oggi – prosegue il primo cittadino – chi sceglie di stare dalla parte sbagliata. Noi invece, con calma e fermezza, continueremo a stare dalla parte della libertà, del pluralismo culturale, dell’uguaglianza, della democrazia e di tutti i valori contenuti nella nostra Costituzione grazie all’antifascismo». Il sindaco evidenzia il fatto che un messaggio di questo tenore è una chiara provocazione nella giornata dedicata alla festa per la Liberazione.

«E a chi oggi si ostina a non volerlo capire – dice Lissia – dico anche che c’è sempre tempo per cambiare idea. Ma soprattutto per crescere umanamente ed evitare di mancare di rispetto a tutte le persone che hanno sofferto vittime del ventennio fascista e a coloro che hanno dato la vita per restituire - con la Resistenza - libertà e democrazia al nostro Paese».

Una volta scoperto lo striscione, come detto, il sindaco ha chiesto l’intervento della Digos che ha provveduto a rimuoverlo e sequestrarlo. «Domani (oggi per chi legge - ndr) riferirò l’episodio alle autorità». Nella zona del piazzale di palazzo Mezzabarba, peraltro, si trovano numerose videocamere di sorveglianza e non è escluso che esaminando le immagini si possa risalire all’identità degli autori di una provocazione.

Fatto censurabile

Come reagisce la politica pavese a questo episodio? Nicola Niutta, segretario cittadino di Fratelli d’Italia e capogruppo a palazzo Mezzabarba, commenta: «Direi che non ci sia molto da dire, un fatto censurabile i cui autori non meriterebbero neanche quel briciolo di pubblicità che potranno avere. Noi siamo dalla parte delle istituzioni democratiche di questo Paese».

Il deputato di Forza Italia (ed ex sindaco di Pavia) Alessandro Cattaneo aggiunge: «Una città come Pavia non deve sottovalutare alcuna provocazione o possibile scintilla rispetto a fanatismi di ogni genere. Giusto farlo rispetto a questo episodio che va condannato senza esitazioni, così come è stato giusto farlo per l’aggressione di uno studente all’interno dell’università (studente che denunciò di essere stato picchiato con l’accusa di essere un fascista - ndr), così come ogni giorno la prefettura e le forze dell’ordine a cui va il nostro grazie monitorano con attenzione ogni possibile infiltrazione».

Tra i commenti al post del sindaco, Mauro Vanetti, del Partito comunista rivoluzionario, scrive: «Pavia skins: conosciamo i nomi e i cognomi di queste persone».