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Апрель
2025

Via Arduino, chiude anche Foravia: «La desertificazione è infettiva»

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IVREA. La desertificazione commerciale continua inarrestabile in via Arduino, da sempre parte meno frequentata del centro storico eporediese: oltre all’ex Ortolino, piccolo mercato di frutta e verdura chiuso da due anni e gli alimentari di fronte a cui è toccata la stessa sorte, ora ad abbassare la serranda è anche Foravia, ristorante e bottega di prodotti di prossimità, biologici ed equo solidali.

Un fenomeno non nuovo, che affonda le sue radici in una lunga serie di fattori, ma la cui tendenza nessuno è stato in grado di invertire nell’ultima quindicina d’anni: «Non c'è un solo colpevole, sia ben chiaro, anche i commercianti qualche errore l'hanno fatto e le ragioni sono molteplici – racconta Ciro Lubrano, memoria storica della via dove da 26 anni gestisce l’enoteca Vino e dintorni –. Tanti centri storici si stanno svuotando, la desertificazione commerciale è una realtà infettiva: dove ne chiudono tre c’è il rischio che altre tre abbassino le serrande». Un fenomeno che però non cade dal cielo, e per combattere il quale delle cose si possono fare: «Ci sono delle strategie da mettere in atto e ci sono in Italia esempi eccelsi di amministrazioni virtuose e di assessorati sensibili – continua Lubrano –. A Ivrea purtroppo, non solo in questa storica via, si è preferito guardare altrove, sottovalutare il problema. Il punto critico è quanto si vede oggi, ma il fenomeno è iniziato ormai più di dodici anni fa. Alcuni commercianti sensibili segnalarono il problema e chiesero con forza un’azione più incisiva, l'interessamento degli amministratori in carica. A parte un timido approccio da parte di pochi politici, la stragrande maggioranza si rifugia dietro una foglia di fico: si è ripetuto a oltranza che si può far poco perché la via è in salita, è stretta e si deve garantire agibilità per accedere alla camera mortuaria. Ma di cosa parliamo? È come dire che in quelle centinaia di cittadine e paesi dell'Italia centrale, piene di ripide salite e discese, non ci sono attività commerciali nelle vie dei centri storici. È mancata una visione, sono mancati gli assessori idonei, i progetti giusti, sono state lesinate le risorse: la verità è che la via non è mai stata considerata una priorità. Più volte abbiamo chiesto che fossero coinvolti gli stessi proprietari degli immobili ad uso commerciale, proponendo patti per il commercio, offrendo sgravi fiscali e coinvolgendoli nell'interesse di tutti. Risposte a oggi mai pervenute».

La desertificazione commerciale porta infatti con sé una serie di problematiche collaterali. «Ci si spaventa se aumenta la micro criminalità, se tanti segnalano paura e disagio – spiega Lubrano –. Le vetrine e le luci dei negozi sono gli occhi di una città. Una via attraente, viva commercialmente, fa da sentinella e da argine contro certi fenomeni. Bisognerebbe investire subito idee, impegno, soldi e risorse. Non averlo fatto per tutti questi anni è stata una mossa miope da parte di chi ha amministrato la città».

Alcuni progetti in ballo ci sono: 120mila euro a fondo perduto destinati a imprenditori che abbiano voglia di investire sono stati messi sul piatto dall’attuale amministrazione, che si affiderà a uno studio di architettura specializzato in progetti di sviluppo locale per un piano di valorizzazione commerciale della zona di via Arduino, piazza Maretta, via Guarnotta e Borghetto. «Rispetto ad altre zone di Ivrea, dove il movimento di attività commerciali è comunque positivo e se un negozio chiude viene velocemente sostituito, via Arduino è più complessa – spiega Luisa Marchelli, presidente dell’Ascom di Ivrea e Canavese –. Con il Duc, Distretto urbano del commercio, ci stiamo occupando soprattutto del tema degli affitti: spesso i privati, a causa delle tasse o di precedenti inquilini che hanno lasciato pagamenti insoluti, scelgono di non affittare i locali commerciali, preferendo tenerli vuoti. Il nostro lavoro è quindi anche trovare accordi con i privati perché i locali non restino sfitti».