L’Europarlamento vota sulla difesa Ue. La linea Pd: “Diremo no a proposte sul riarmo, sì al testo integrale”
No agli emendamenti che ripropongono le proposte di riarmo avanzate dalla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen. Sì all’intera relazione sulla politica di sicurezza e difesa comune dell’Ue. Sarà questa la linea della delegazione del Pd all’Europarlamento, dove è in programma la plenaria che si dovrà pronunciare sulla relazione. La bozza di testo è elaborata da popolari, liberali e socialisti, del cui gruppo fanno parte i democratici italiani. “Nella fase emendativa” gli eurodeputati del Pd ribadiranno “la sua posizione di una richiesta di radicale cambiamento delle proposte di riarmo di Ursula Von der Leyen e voterà contro gli emendamenti che ripropongono l’indirizzo”, spiega il capodelegazione Nicola Zingaretti. Alcune settimane fa, come si ricorderà, la delegazione Pd si era spaccata a metà su una risoluzione che invitava l’Unione europea ad agire “con urgenza per garantire la propria sicurezza” e chiedeva che le risposte ai rischi esterni siano “simili a quelle in tempo di guerra”, accogliendo “con favore il piano ReArm Europe, proposto da Von der Leyen. Il testo era passato con 419 sì, 204 no e 46 astensioni. Dieci europarlamentari del Pd avevano votato sì, a dispetto della linea indicata dalla segretaria Elly Schlein per l’astensione. Tra i favorevoli anche il presidente del partito Stefano Bonaccini e la vicepresidente dell’Eurocamera Pina Picierno che è poi finita in altre polemiche per aver incontrato i rappresentanti della lobby israeliana di estrema destra Israel Defens and Security Forum.
Sulla questione della difesa comune, il testo presentato dalla maggioranza a sostegno della commissione Von der Leyen, dovrà superare la prova degli emendamenti dell’aula. La bozza “insiste sulla necessità di un approccio, di politiche e di sforzi congiunti realmente comuni nel settore della difesa, nonché di un cambiamento di paradigma nella politica di sicurezza e di difesa comune dell’Ue che consenta all’Ue di agire con decisione ed efficacia nel suo vicinato e sulla scena mondiale”. Sulla questione dell’Ucraina, la relazione “ribadisce il suo fermo sostegno alla solidarietà dell’Ue e dei suoi Stati membri nei confronti dell’Ucraina di fronte alla guerra di aggressione della Russia e alla fornitura in tempo utile di tutti i mezzi militari necessari all’Ucraina per difendersi, respingere le forze armate russe e ausiliarie, porre fine al conflitto, proteggere la sua sovranità e ripristinare la sua integrità territoriale entro i confini riconosciuti a livello internazionale”. Inoltre il testo “invita gli Stati membri a revocare tutte le restrizioni che impediscono all’Ucraina di utilizzare sistemi d’arma occidentali contro obiettivi militari legittimi in territorio russo, conformemente al diritto internazionale”.
A commentare prima delle votazioni è stato il capodelegazione del M5s a Strasburgo Pasquale Tridico secondo il quale Schlein “ha espresso posizioni abbastanza simili alle nostre” in materia di difesa Ue. “Penso che dovrà essere la segretaria, che detta la linea, a risolvere i problemi interni del Pd, non certo il Movimento Cinque Stelle“. La linea del Pd, aggiunge, “è un affare interno del Pd, ci mancherebbe”. Per sabato prossimo a Roma, ricorda, “abbiamo lanciato una grande manifestazione per un’Europa di pace, un’Europa di giustizia sociale, aperta a tutti e aperta anche agli amici del Pd, come ha detto Giuseppe Conte“.
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