Pietro De Nova, sabato 22 marzo per la prima volta al Mastroianni
Sarà con “80 Centesimi” – lo spettacolo (vincitore, nell’ottobre 2022, del primo premio internazionale alla prima edizione del Catania Off Fringe Festival) che di fatto ha dato il via a “Il Milione”, la compagnia teatrale che (nel segno di Marco Polo, all’idea del viaggio e della scoperta di tutto ciò che non è conosciuto) ha fondato con il collega e amico Maurizio Zucchi – che il giovane attore pavese Pietro De Nova si esibirà stasera (ore 21) sul palcoscenico del Teatro Mastroianni di San Martino Siccomario.
«Sono molto felice di portare ‘80 Centesimi’ a San Martino Siccomario, paese a cui sono legato per motivi affettivi – inizia a raccontarci De Nova – Per quanto sia dietro casa, è la nostra prima volta al Teatro Mastroianni: paradossalmente, io e Maurizio Zucchi l'abbiamo vissuto più da spettatori e ogni volta la qualità dei lavori in scena era molto alta».
De Nova – che lo scorso gennaio era nei cinema italiani, nella parte di un garibaldino pavese ne “L’Abbaglio” di Roberto Andò, pellicola con protagonista quel Toni Servillo con cui Pietro ha recentemente girato a Pavia il secondo (di tre) documentari che la 3D Produzioni di Didi Gnocchi ha dedicato al 500° anniversario della Battaglia di Pavia – calcherà quindi per la prima volta il palco del teatro con un monologo intenso ed emozionante. È da qui che parte la nostra chiacchierata.
“80 Centesimi” a San Martino Siccomario: cosa si deve aspettare il pubblico che verrà a vederti?
«Un viaggio che inizia nel vagone di un treno e finisce in una stazione. In questo viaggio – che dura un’ora – si sogna, si ride e si piange. E soprattutto ci si interroga sul perché sia così difficile accettare il fallimento e proteggere le persone che si amano di più. “80 centesimi” prova a dialogare con l’esperienza genitore/figlio che ciascuno, in qualche modo, ha vissuto. Ogni volta che porto in scena questo spettacolo penso a una persona che mi è molto cara. E dentro di me lo faccio per quella persona».
A proposito di sentimenti, “Dritto al cuore” è la rassegna del Teatro Volta che stai curando personalmente. Come sta andando? Che energia si respira tra palco e pubblico? C'è l'obiettivo di renderla una rassegna permanente negli anni?
«Questa rassegna teatrale è un'opportunità grandissima che l'assessorato alle politiche culturali di Pavia ha messo a disposizione della cittadinanza. È raro trovare una giunta così lucida da scommettere su un giovane attore affidandogli la direzione artistica di un teatro di periferia. Io penso sempre al teatro con la prospettiva dell'attore che deve riempire la platea: vedere i numeri degli spettatori crescere così al Teatro Volta è stata una grande emozione oltreché la conferma del buon lavoro che è stato fatto».
“Carte mute”, il secondo spettacolo della vostra compagnia, arriva in Francia. Confermi?
«Sì, e siamo molto emozionati. Ci sono anche tanti progetti internazionali in cantiere, e posso confermare che “Carte mute” sarà presto a Parigi al Théâtre de L'Essaïon prima di sbarcare al Festival d'Avignon per un mese. Andremo poi in Svezia e in Norvegia. Una grande sfida per la compagnia che dovrà affrontare un confronto con un mercato e una lingua diversi».GIACOMO ARICÒ
