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Март
2025

Dna di Sempio e reperti, analisi a tappeto la Procura stringe i tempi sull’indagine sul delitto di Garlasco

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GARLASCO. Il Dna di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, «è compatibile» con la traccia biologica trovata sotto le unghie della vittima. Ed è questo risultato, confermato da una consulenza disposta dalla procura alcuni mesi fa, a sollecitare ora altre analisi, che saranno fatte attraverso un confronto tra i consulenti nominati dalle parti coinvolte.

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Il test del Dna non sarà fatto solo sulla traccia biologica trovata sotto le unghie di Chiara, ma anche su altre tracce e reperti che sono stati conservati. Il procuratore Fabio Napoleone spiega, con una nota (la prima dalla riapertura delle indagini a carico del 37enne di Garlasco, già finito sotto inchiesta nel 2017, quando la sua posizione fu poi archiviata), perché l’inchiesta sull’omicidio di Garlasco è ripartita da zero.

Le consulenze

Il procuratore aggiunto Stefano Civardi e la pm Valentina De Stefano hanno chiesto alla gip Daniela Garlaschelli di procedere con un incidente probatorio, un accertamento irripetibile che sarà fatto alla presenza dei consulenti e legali di Sempio, Massimo Lovati e Angela Taccia, e degli avvocati della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna. Se la giudice accoglierà la richiesta potrebbe anche disporre una perizia super partes. Il procuratore spiega i passaggi che hanno portato alla decisione di riaprire le indagini su Sempio, che frequentava la casa perché amico di Marco Poggi, fratello della vittima.

A sollecitare una revisione dell’indagine è stato «il deposito da parte della difesa di Alberto Stasi», il fidanzato della vittima condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per quel delitto, di una consulenza tecnica di Ugo Ricci, specialista in Genetica Medica, e dell’expert opinion dell’ulteriore consulente Lutz Roewer, esperto a livello internazionale degli aplotipi del cromosoma ypsilon, relative alla utilizzabilità del profilo genetico estratto dal materiale biologico rinvenuto sotto le unghie della vittima e alla sua compatibilità con il profilo genetico riconducibile all’odierno indagato – spiega Napoleone –. Questa procura ha poi conferito incarico a un proprio consulente tecnico, che ha confermato le conclusioni della consulenza della difesa del condannato».

Le altre tracce

Il 13 marzo a Sempio è stato prelevato il Dna, che ora dovrà essere confrontato con la traccia delle unghie ma non solo.

«Dalle verifiche svolte all’Unità di medicina legale dell’Università di Pavia – si legge nella nota della Procura – è emersa la presenza di campioni biologici e reperti della vittima» che non sono stati distrutti, nel 2022, come deciso dalla Corte d’assise d’appello di Milano.

Oggetti e reperti che «non sono mai stati sottoposti ad analisi genetica o hanno fornito un esito dubbio o inconclusivo» e che ora invece possono «essere sottoposti a indagine genetica alla luce dell’incremento della sensibilità analitica raggiunta dai più recenti kit commerciali di caratterizzazione del profilo del Dna e della più evoluta strumentazione di laboratorio». Soprattutto, spiega il procuratore, non sono mai stati comparati con il Dna dell’indagato. Le analisi riguarderanno anche le impronte sugli oggetti, da cui potrebbe essere estratto materiale genetico.

«Potremmo opporci alle richieste del Pm»

I legali di Andrea Sempio, gli avvocati Massimo Lovati e Angela Taccia, stanno «valutando la possibilità di opporsi» davanti al gip di Pavia alla richiesta della procura di incidente probatorio sui reperti mai analizzati o che hanno portato a risultati dubbi nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. «Ci riserviamo di impugnare il provvedimento – aggiunge Lovati –. Non sappiamo ancora nemmeno quali sono le tracce biologiche a cui fanno riferimento gli inquirenti. Sappiamo che è stato depositato un elenco alla richiesta di incidente probatorio, ma dobbiamo ancora vederlo».

Nel 2022 alcuni reperti furono distrutti e altri consegnati ai legali di Alberto Stasi, condannato per l’omicidio della fidanzata, e di Gian Luigi Tizzoni, legale dei Poggi. Tra questi alcuni braccialetti della vittima, una collanina, un orologio e una cavigliera. Anche i legali della famiglia Poggi hanno la possibilità di opporsi alla richiesta della procura.

Se invece l’incidente probatorio si farà, sarà un accertamento nel contraddittorio delle parti, che per conto della procura dovrebbe essere seguito dal consulente Carlo Previderè, genetista del caso Yara, mentre per la famiglia Poggi dallo storico consulente Marzio Capra e per la difesa Sempio dall’ex maresciallo del Ris Luciano Garofano. L’incidente probatorio serve a cristallizzare le prove, senza più ripetere le analisi, in vista di un eventuale processo. —