La Fagiolata di Bellavista a Ivrea compie cinquant’anni di passione tra fuochi e paioli
IVREA. È la fagiolata di Bellavista ad aprire, nella terz’ultima domenica di Carnevale, la serie delle distribuzioni di fagioli grassi che, per tutta la durata della manifestazione, caratterizzano con il loro profumo la gastronomia carnevalesca. In totale sono undici le fagiolate cittadine. Fu un gruppo di soci dell’allora Circolo Endas di Bellavista, nel 1976, ad organizzarne la prima edizione, sotto l’esperta guida del cuoco dell’asilo Olivetti di Canton Vesco. Si racconta inoltre che questa fagiolata popolare dei quartieri Bellavista, Sacca, Canton Vesco e Sacro Cuore abbia per alcuni anni eletto una propria Mugnaia, per testimoniare un attaccamento alla tradizione, ma anche una certa indipendenza.
Oggi continua ad essere una realtà definita da grandi numeri con un enorme numero di razioni elargite: oltre 10 quintali di fagioli secchi a cui si aggiungono poi gli insostituibili e succulenti ingredienti che occorrono per realizzare quel tradizionale piatto carnevalesco cui gli eporediesi proprio non riescono a farne a meno.
In questa edizione 2025 la fagiolata popolare di Bellavista festeggia il suo mezzo secolo di storia e vita, “cinquant’anni di fuochi e paioli” per tutti suoi validi ed insostituibili collaboratori.
Il presidente Daniele Valsecchi e il direttivo hanno già da tempo iniziato ad organizzare l’edizione ormai alle porte: «Abbiamo identificato da tempo il 1976 come data di inizio ufficiale di questa storica fagiolata pur essendo nata, come tante storie popolari di questa città, qualche anno prima, sotto forma di primi tentativi per cucinare assieme, ma soprattutto come momento di incontro tra amici e operai della Olivetti e abitanti del quartiere Bellavista». «Da quell’anno - racconta il presidente Valsecchi - è stata mantenuta costantemente viva questa fagiolata, sempre in crescendo e cercando di aggiungere paioli autoprodotti per allargare la produzione e soddisfare le lunghe file di eporediesi, e non, che accorrevano alla terza di Carnevale ad assaggiare i primi fagioli».Il presidente Valsecchi non nasconde la sua soddisfazione: «Dal 2020 ci siamo spostati, come ormai tutti sanno, in piazza Primo Maggio e abbiamo aggiunto in squadra diversi ragazzi, il che ha dato linfa nuova e una grande spinta a questo gruppo, sia in termini di forze fresche sia in entusiasmo. È bello vedere, nonostante gli anni difficili che ultimamente questo Carnevale ha dovuto affrontare, che la voglia di stare insieme e lavorare per mantenere viva la tradizione è sempre presente».
Le cinquanta candeline non sono però un traguardo. Presidente e direttivo, come del resto tutta la squadra di lavoro, ne sono consapevoli: «Siamo sicuramente felici di questa ricorrenza importante, ma per noi è una tappa di ritrovo e di felice lavoro come quelle precedenti: la nostra soddisfazione è vedere la piazza gremita già all’alba, e constatare - dichiarano in coro - come oltre 10 quintali di fagioli possano essere distribuiti a chi ne ha bisogno, prima di tutto, ed a tutti gli amici che, con costanza ed affetto, ci vengono a trovare ogni anno».
I volontari sono partiti lunedì 13 - proseguendo fino a fine mese - per le questue a Bellavista e San Grato, raccogliendo adesioni e prenotazioni per la distribuzione di domenica 16 febbraio, in piazza 1 Maggio, dalle 8 alle 11. Il primo appuntamento per tutti - compresi i personaggi e le componenti che saranno invitate a presenziare - sarà però per sabato 15 , al pluriuso, dalle 21.30 per il primo assaggio e un bicchiere di vino insieme.Massimo Sardo
