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Январь
2025

Truffe online, trovano una scatoletta di tonno al posto del nuovo iPhone

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PAVIA. Ha aperto il pacchetto che avrebbe dovuto contenere un cellulare iPhone, acquistato pochi giorni prima su Amazon. E ha strabuzzato gli occhi di fronte a quello che ci ha trovato dentro: una banana. Il cellulare invece non è mai arrivato. La stessa ironica “sorpresa” se la sono vista fare altri due acquirenti: nel primo caso, il posto del telefonino nel pacco l’ha preso una mela, nel secondo una scatola di tonno. Altri utenti invece si sono dovuti accontentare di un pacco vuoto. È accaduto a una decina di pavesi in una settimana, proprio durante il periodo natalizio, quando quell’acquisto probabilmente si sarebbe dovuto trasformare in un regalo.

Truffe online in aumento

Gli interessati si sono rivolti a Federconsumatori Pavia, che attraverso i propri legali ha avviato la proceduta di rimborso. Cosa che in sei casi è avvenuta puntualmente. Ma questi episodi preoccupano perché, proprio in concomitanza con l’arrivo del nuovo anno, le truffe online stanno subendo un’impennata. E soprattutto per beni, come i cellulari, che hanno un prezzo tutt’altro che trascurabile. Il valore medio dei telefonini ordinati, soprattutto iPhone, è di 1.000-1.500 euro.

Giallo da chiarire

A spiegare la vicenda è Cristiano Maccabruni, presidente di Federconsumatori Pavia: «Si sono rivolte a noi dieci persone in una settimana – racconta –. Ed è la prima volta che vediamo una truffa del genere diventare seriale in così poco tempo. Tutti quanti avevano ordinato l’iPhone in queste ultime settimane». «Sappiamo che chi ordina della merce da Amazon in realtà compera da ditte diverse, mentre la prima si impegna ad effettuare la consegna - prosegue Maccabruni -. Proprio per questo risulta difficile trovare i veri “colpevoli”: sono quelli che vendono il cellulare o quelli che lo confezionano e lo consegnano? La questione resta da chiarire».

Sta di fatto che, al momento della consegna dei cellulari ai rispettivi acquirenti, qualcuno furbescamente aveva già provveduto a farli sparire, mettendo al loro posto una banana, una mela, una scatola di tonno, oppure nulla del tutto, e richiudendo il pacco in modo perfetto, così che non si avesse neppure l’impressione che qualcuno ne avesse manomesso il contenuto.

Scattano i reclami

Sono subito scattate le segnalazioni a Federconsumatori. «L’aggravante, per così dire, è che, quando consegna, Amazon non fa firmare nulla perché si serve appunto di società di consegne – prosegue Maccabruni –. Quindi la procedura è ancora più complessa. Come ci siamo mossi? Abbiamo provveduto immediatamente a inviare un reclamo ad Amazon, facendo presente ciò che era avvenuto e chiedendo che venisse riconosciuto il rimborso integrale della spesa sostenuta dagli acquirenti. In sei casi ciò è stato fatto, e gli interessati quindi hanno riottenuto la cifra che avevano sborsato all’origine».

Resta il fatto che, episodi del genere sembra stiano crescendo. Per questo l’associazione sta cercando di fare chiarezza. Intanto, una prima soluzione potrebbe esserci. La spiega ancora Maccabruni: «Alcune imprese di spedizione applicano una piccola telecamera agli abiti dei propri dipendenti. E certamente in questo caso il controllo durante il tragitto del pacco è garantito». —