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Январь
2025

Droga dal Sudamerica, 40 indagati dalla Dda Brescia: perquisizioni anche a Pavia

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BRESCIA. Gli investigatori della Polizia di Stato e della polizia albanese, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Brescia e dalla Spak (la procura albanese), stanno eseguendo 12 misure cautelari in carcere e 8 in attesa di preventivo interrogatorio degli indagati, oltre a numerose perquisizioni nell'ambito di un'indagine su un'associazione transnazionale finalizzata al traffico di ingenti quantitativi di cocaina provenienti dal Sud America. In realtà gli indagati complessivi dovrebbero erare circa 40, tutti italiani o albanesi.

L'operazione si svolge tra l'Albania e le province di Brescia, Milano, Torino, Verona, Bolzano, Cremona, Novara, Pavia, Trento e Treviso.

L'inchiesta è nata nella seconda metà del 2020 dalla scoperta di un'attività di spaccio di sostanze stupefacenti registrata all'interno di alcuni locali di intrattenimento del lago di Garda. Individuato il fornitore della cocaina venduta ai clienti durante le serate, gli inquirenti hanno ricostruito l'organigramma di un gruppo criminale italo-albanese dedito all'importazione dal Sud America di ingenti quantitativi di cocaina, fatti giungere in Italia a bordo di autoarticolati che si rifornivano in paesi del centro Europa.

Al vertice della cellula bresciana del gruppo, due fratelli albanesi, appartenenti a una delle principali e più pericolose cosche della mafia albanese, il clan dei Cela di Elbasan. Uomini di loro fiducia erano residenti nella provincia di Brescia e altre province del Nord Italia, attuando una vasta importazione e smercio di sostanze stupefacenti, prevalentemente di cocaina.

L'organizzazione criminale curava tutte le fasi del narcotraffico, dallo stoccaggio alla distribuzione della droga, e i guadagni venivano inviati ai vertici in Albania, con un collaudato 'sistema' che utilizzava, tra l'altro, autisti dei pullman passeggeri che effettuano la tratta Brescia-Elbasan. A novembre 2021, l'arresto di uno degli indagati per la detenzione di 350 chili di cocaina, destinati direttamente alla cellula bresciana dei trafficanti. Il gruppo utilizzava apparecchi telefonici criptati dalla cui analisi è stato rilevato l'inserimento degli indagati all'interno della cosca e un traffico internazionale di centinaia di chili di cocaina. I capi dell'organizzazione, per stringere gli accordi coi fornitori, si sono recati sistematicamente in Colombia, Ecuador e negli Emirati Arabi Uniti, a Dubai, dove dimorano alcuni tra i più importanti trafficanti albanesi.