L’università di Pavia festeggia 1200 anni: il rettore Svelto inaugura l’anno accademico 2024-25
PAVIA. Era l’825 quando il Re d’Italia e futuro imperatore carolingio Lotario istituì a Pavia una scuola di arti liberali e scienze religiose. «Dunque, 1.200 anni fa, Pavia iniziò a diventare un centro di attrazione per gli studenti». Lo ha ricordato il rettore Francesco Svelto questa mattina, lunedì 20 gennaio, all’inaugurazione dell’anno accademico 2024-25. Da quel lontano 825, in pieno Medioevo, sono passati 1200 anni e studenti e docenti continuano a studiare, fare lezione e vivere Pavia. Per la cerimonia tantissimi hanno affollato il teatro Fraschini, teatro di un evento che è stato anche un bilancio del mandato del rettore Francesco Svelto: il prossimo settembre, infatti, l’ingegner Svelto lascerà la guida dell'Università dopo sei anni di mandato.
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La giornata di celebrazioni si è aperta intorno alle 10.45, con l'arrivo del corteo accademico che si è mosso dai cortili della sede centrale dell'Università. Dopo l'inno d'Italia e quello d'Europa, si sono tenuti gli interventi istituzionali.
La prolusione inaugurale di Francesco Antonelli, docente ordinario di Linguistica italiana e presidente del Centro manoscritti dell'Università, fondato da Maria Corti. Il suo intervento si è concentrato sul lavoro di ricerca filologica in un mondo dove la scrittura a mano è stata soppiantata da quella al computer, è per questo è stato intitolato Filologia e letteratura: dalla mano dell'autore alle impronte digitali.
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Poi ha preso parola Leonardo Tambone, 20 anni, studente di scienze politiche e rappresentante degli studenti dell’Unione degli universitari che non ha taciuto gli argomenti scomodi, tra Palestina e molestie sulle studentesse.
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Nel suo intervento ha parlato infatti dell'occupazione del cortile Volta dell'Università, per chiedere all'ateneo di prendere posizione in merito all'invasione israeliana della Striscia di Gaza cominciata dopo gli attentati di Hamas del 7 ottobre 2023, e in questi giorni giunta a una tregua. Per questo motivo, lo studente ha appeso una bandiera della Palestina al leggio installato sul palco, rimossa dai tecnici subito dopo. «Ci auguriamo che la tregua in atto da poche ore possa essere duratura - ha sottolineato Tambone -, ma non possiamo dimenticare gli oltre 46mila morti nella Striscia di Gaza dall'inizio della guerra, tra i quali si contano 13mila giovani. Il 90% delle scuole a Gaza è stato distrutto». Il rappresentante degli studenti ha parlato di «un assordante silenzio dell'Università di Pavia sulla tragedia che si è vissuta a Gaza, nonostante i 43 giorni di occupazione dei cortili e di altri spazi dell'Ateneo che abbiamo effettuato nei mesi scorsi».
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Tambone ha manifestato preoccupazione anche per «la mancanza di 5 milioni di euro all'Ateneo di Pavia: senza queste risorse non potranno essere erogate le borse di studio ai giovani che necessitano di un sostegno per continuare il loro percorso universitario». E ha parlato anche del caso delle molestie subite dalle specializzande della Rianimazione, che per questo hanno denunciato il primario Francesco Mojoli, sospeso dall'Università dopo il patteggiamento a due anni di fronte alla giudice.
Dopo l'intervento di Tambone, si è tenuta la lectio magistralis tenuta da Sunil Kumar, presidente della Tufts University di Boston. Ieri i due atenei hanno siglato un accordo di collaborazione he comprendono soggiorni di studio all'estero, scambi di docenti, programmi accademici e iniziative strategiche di ricerca. Le collaborazioni tra docenti riguardano la ricerca in diversi campi, tra cui la biomedicina, la fisica, la nutrizione e la salute pubblica.
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L'inaugurazione dell'anno accademico si è conclusa con il discorso del rettore Francesco Svelto che, dopo aver tratteggiato un bilancio dei suoi sei anni di mandato, il rettore ha ringraziato i suoi delegati e prorettori per il lavoro svolto insieme.
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«Questo è il sesto ed ultimo anno accademico che mi vede alla guida della nostra Università - ha detto – Un enorme privilegio che ho cercato di onorare con energia, naturalezza e passione. Non posso però non ringraziare l’Ateneo tutto: dalle studentesse e studenti al personale amministrativo, tecnico e agli esperti linguistici, dai docenti a chi ha avuto responsabilità gestionali. Un ringraziamento, dunque, ai componenti degli Organi di governo, centrali e periferici, ma consentitemi una menzione speciale alla governance: il prorettore vicario, Giampaolo Azzoni, il direttore generale, Emma Varasio, tutti i prorettori e delegati. Grazie di cuore, vi devo molto!».
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