Onesight: «Visite gratuite a chi non può permettersi di entrare in un negozio»
Ci sono 5,7 milioni di poveri assoluti in Italia, quelli che l’Istat considera in una forma di esclusione sociale. E ci sono 13,5 milioni di persone che sono a rischio di finire così. Per tutti costoro l’accesso alla sanità privata è impossibile e quello alla sanità pubblica è un percorso a ostacoli e con tempi lunghi. È a queste fasce sociali fragili che si rivolge l’iniziativa della Fondazione OneSight Essilor Luxottica nel corso delle “Giornate della vista”, che da lunedì scorso e per dieci giorni fanno tappa a Belluno, a Palazzo Bembo. Si tratta di visite oculistiche gratuite per seicento persone che vengono individuate dalle associazioni bellunesi e segnalate alla Fondazione. Se durante la visita dell’oculista, effettuata con strumentazioni all’avanguardia, dovessero emergere delle problematiche, il paziente sarebbe preso in carico dall’ospedale San Martino di Belluno. Se invece dovesse servire solo un occhiale da vista, allora l’utente sarebbe visitato dall’ottico e l’occhiale realizzato dagli stabilimenti bellunesi di Sedico e di Agordo e consegnato in pochi giorni alle associazioni del volontariato che lo faranno arrivare all’utente.
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«Lavoriamo in rete», spiega Andrea Rendina, segretario generale della Fondazione OneSight, «con i professionisti della vista e i medici dell’ospedale San Martino, con le associazioni bellunesi, con le istituzioni pubbliche e religiose».
Le “Giornate della vista” sono ospitate anche quest’anno per la terza volta a Palazzo Bembo, in tre locali che il prossimo anno ospiteranno l’Its, Istituto tecnico superiore. «Troveremo un’altra sede per l’iniziativa della Fondazione», assicura l’assessore Franco Roccon, presente ieri a Palazzo Bembo con il sindaco Oscar De Pellegrin e l’assessore Marco Dal Pont. «Ci piace essere coinvolti», continua Roccon, «se siamo la patria dell’occhiale, non possiamo essere estranei a questo. È un servizio utilissimo, che viene incontro a un problema nascosto, di cui non si parla».
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Ad accogliere gli utenti ci sono i dipendenti di Luxottica (5-6 ogni giorno) che prendono un giorno di ferie per essere presenti. E ci sono gli oculisti che prestano anche loro volontariamente la loro opera. Ieri c’era tra gli altri il dottor Giovanni De Vecchi, da un anno in pensione. «Iniziativa meritevole, è un mecenatismo importante: più visite vengono fatte, più patologie vengono scoperte per tempo, meno si va a pesare sul servizio sanitario pubblico».
«Qui come in altre città italiane (sono dieci quelle che copriamo in dieci mesi) arrivano persone che non hanno mai fatto una visita oculistica e non possono accedere ai centri privati. Sono arrivate persone con occhiali rotti, con seri problemi visivi, ci capita anche di incontrare cittadini senza tessera sanitaria, italiani e stranieri», continua Rendina. «Noi ci occupiamo dei non clienti dei nostri negozi, quelli che non possono varcare le porte di un negozio di occhiali».
La Fondazione OneSight è al suo secondo anno pieno di attività, essendo nata nell’ottobre 2022: in essa sono state riunite le Fondazioni storiche dei gruppi che ruotano attorno a Essilor Luxottica: «In tutti gli anni in cui le diverse Fondazioni hanno operato, si arriva all’enorme cifra di 928 milioni di accessi a visite oculistiche, con la donazione di 92 milioni di occhiali da vista. In Italia nel 2024 sono stati donati 17 mila occhiali, rispetto ai 14 mila dell’anno precedente. Alla fine dell’anno avremo fatto 250 giornate sul campo con 9 mila visite oculistiche».
E non si pensi che gli occhiali che vengono regalati siamo degli scarti rispetto a quelli che ognuno di noi trova nei negozi. «Sono occhiali come quelli che ognuno di noi compra», assicura Rendina.
L’attività della Fondazione non si esaurisce con le Giornate della vista. A Roma e a Napoli, per ora, ha fatto nascere dei centri aperti tutto l’anno, per le visite oculistiche. A Roma ne è nato uno nella Comunità di Sant’Egidio dove c’è un hub sanitario, un secondo si trova nel territorio del Vaticano, voluto da Papa Francesco dove c’erano i locali dell’Ufficio postale. Qui è stata creata una clinica filantropica, la Fondazione ha donato la strumentazione le visite oculistiche. A Napoli è nata la Lavanderia del Santo Padre dove ci sono delle lavatrici a disposizione dei senzatetto, al piano superiore c’è il centro per le visite oculistiche. «La Fondazione dà il proprio supporto, prendendo gli appuntamenti, mettendo a disposizione la strumentazione e i medici per le visite oculistiche, e poi forniamo gli occhiali».
Non è facile trovare i medici volontari, che vengono reperiti nelle Cliniche universitarie. E a Belluno nei prossimi giorni ne arriveranno addirittura da Roma, non avendone qui molti a disposizione.
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