Stordiscono i proprietari, poi rubano cibo e gioielli: razziata l’osteria S.Pietro a Udine
Il risveglio, brusco: i carabinieri alla porta. Non di casa né tantomeno del locale sottostante: l’antica osteria San Pietro, in via Lumignacco. Gli agenti, infatti, sono in camera da letto.
La mente è intontita, forse ancora attanagliata da chissà quale sostanza usata da ignoti, la notte prima, quella tra martedì 5 e mercoledì 6 novembre, per avere il pieno controllo della situazione. Arrogandosi il diritto di rubare. Tutto.
Soldi, mille euro, gioielli, orologi. E poi salumi, bevande. In piena tranquillità, riuscendo persino a trovare il tempo di banchettare all’interno dello storico locale udinese. Una Fanta, due Schweppes: brindisi al colpo. Quindi, la fuga. Dalla porta, questa sì, d’ingresso della locanda.
Poco prima, i ladri si erano intrufolati nel bar di proprietà di William Longo, di anni 51, rimuovendo con dovizia le sbarre poste a protezione delle finestre. Stesso destino quello riservato, poco dopo, a listelli in legno e finestre. Lo spazio disponibile, completata l’operazione, ridotto. Ma sufficiente a uno dei membri della banda, probabilmente di corporatura minuta, per introdursi nel locale e aprire, dall’interno, una delle porte d’accesso.
Da qui, secondo la ricostruzione fornita l’indomani dal titolare ai carabinieri, i ladri avrebbero agito mettendo preventivamente ko lo stesso Longo e la madre convivente, anziana quasi 86enne. Liberi di concludere l’operazione, ecco i ladri far loro, fra le altra cose, anche uno smartphone e le chiavi di due automobili.
A lanciare l’allarme, alle prime luci dell’alba, un uomo messosi al servizio della famiglia per portare ogni giorno il giornale in locale, per i futuri avventori. Vista la porta violata, lo stesso si è rivolto ai carabinieri per l’intervento.
«Non è la prima volta che viene fatta una razzia in questa zona – le parole di Longo –: c’è paura anche per i nostri vicini». Fra questi, il consigliere comunale Andrea Cunta: «Quand’ero in maggioranza – il suo sfogo – sono riuscito a far mettere cinque telecamere in obiettivi sensibili del quartiere. Ora che i reati sono in aumento, quello che chiediamo al sindaco è che ci siano innanzitutto più passaggi in questa zona da parte delle forze dell’ordine. Dovrebbero poi essere implementate le telecamere: cinque ce ne sono già, ma ne servono di più, per controllare incroci, strade, vie. Questo sta diventando un quartiere pericoloso e non vogliamo che la questione venga presa sottogamba».
