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Ноябрь
2024

Fermato il rapinatore solitario nell’ufficio postale di Camin

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È durata sei giorni la caccia. Una caccia alla vecchia maniera – con pedinamenti e appostamenti – ma anche all’insegna delle nuove tecnologie offerte dalla scienza informatica.

E, alla fine, il risultato è arrivato: carriera stroncata per il rapinatore (presunto, almeno fino a sentenza di primo grado) Daniel Battistutti, classe 1979, famiglia giostraia, originario di Rossano Veneto nel Vicentino, di fatto senza fissa dimora, sospettato di essere il malvivente che, in solitaria e pistola in pugno, aveva assaltato l’ufficio postale di Camin in via Vigonovese lo scorso 5 novembre.

È stato bloccato lunedì intorno alle 14 in un bar a Mortise. Sequestrato a casa di un’amica – dove al momento, dormiva – il giubbotto che avrebbe indossato il giorno della rapina; per quanto riguarda, invece, la pistola e il casco utilizzati sempre quel 5 novembre, lui stesso avrebbe ammesso di averli gettati in un canale.

Il 45enne è stato trasferito in una cella di sicurezza in stato di fermo: le accuse contestate sono di rapina aggravata dall’uso dell’arma e di furto di uno scooter impiegato sia per raggiungere l’ufficio postale che per allontanarsi dopo il colpo.

Silenzio assoluto della procura, guidata da Antonello Racanelli, e della Squadra mobile che ha svolto gli accertamenti e fatto scattare il fermo, come ormai su gran parte delle notizie che riguardano tutti i tipi di misure cautelari. Ma tant’è: la notizia è confermata e oggi è previsto l’interrogatorio davanti al gip per la convalida (o meno) del fermo di polizia giudiziaria. A difendere l’indagato l’avvocato Giorgio Zecchin; l’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero padovano Andrea Zito.

Martedì scorso, 5 novembre, verso le 11, uno sconosciuto con il volto coperto da un passamontagna entra nell’ufficio postale di Camin. «Dammi i soldi» urla all’impiegata puntandole la pistola all’altezza del volto, poi un veloce salto sul bancone per finire nell’area riservata ai dipendenti dove apre in velocità tutti i cassetti arraffando 800 euro.

Quindi la fuga, saltando in sella allo scooter con il quale era arrivato. Pochi altri i particolari forniti alla Mobile da impiegati e clienti. E solo una certezza: era italiano. Vengono sequestrati i filmati delle telecamere in zona. E da queste immagini si ricostruisce il percorso della fuga, via via acquisendo nuovi video, compresi quelli dei varchi che registrano le targhe dei mezzi. Si vede con chiarezza il giubbotto che indossa, un elemento importante. Poco alla volta la polizia arriva a individuare la zona da lui frequentata, Mortise.

E lo identifica: prima sono contattati dei parenti, poi il locale che frequenta. E qui scatta il fermo lunedì scorso. Appena bloccato, lui stesso indica dove trovare il giubbotto (nell’abitazione della donna che lo ospita); quanto a casco e pistola, racconta di averli gettati in un canale. Ovviamente a nulla potranno valere le dichiarazioni espresse senza l’assistenza di un difensore. Daniel Battistutti non è un volto sconosciuto alle forze dell’ordine.

Alle spalle ha già diverse condanne subite per vari reati compiuti dal 1999 al 2007, fra cui alcune rapine aggravate, furto in abitazione, guida in stato di ebrezza, violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale e ricettazione. Arrestato già nel 2015, era stato sottoposto a misure alternative alla detenzione in carcere (come l’affidamento in prova) anche in una comunità di Romano d‘Ezzelino.