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Ноябрь
2024

Pascolo abusivo, trenta sindaci scrivono al prefetto di Torino

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SAN BENIGNO CANAVESE. I sindaci di oltre 30 comuni basso-canavesani (e non solo) e sei consiglieri metropolitani chiedono la convocazione di un tavolo di lavoro per affrontare il tema del pascolo abusivo e, «auspicabilmente, risolvere la problematica, che nei nostri territori è tornata di attualità e provoca gravi disagi agli agricoltori, alla popolazione, alla viabilità e, potenzialmente, alla sanità nonché all’ordine pubblico».

I destinatari della richiesta sono Donato Cafagna, Prefetto di Torino, Paolo Bongioanni, assessore regionale a Commercio, Agricoltura e cibo, Parchi, caccia e pesca, peste suina e Federico Riboldi, assessore regionale a Sanità, Livelli essenziali di assistenza, Prevenzione e sicurezza sanitaria, Edilizia sanitaria.

Primo firmatario è invece Alberto Graffino, sindaco di San Benigno, seguito dai primi cittadini di Montanaro, Chivasso, Foglizzo, Bosconero, San Giorgio, San Giusto Caluso, Lombardore, Volpiano e una ventina di altri comuni e dai consiglieri metropolitani Andrea Gavazza, Andrea Tragaioli, Clara Marta, Emanuele De Zuanne, Pasquale Mario Mazza e Ugo Papurello. Nella relazione di accompagnamento alla richiesta Graffino ricorda come il pascolo abusivo sia un fenomeno che nel medio-basso canavese e nel chivassese rappresenta «una vera e propria piaga: danni alle coltivazioni, rischio epidemiologico per le altre greggi e per gli animali domestici, violazioni sanitarie legate alle macellazioni abusive nelle aree boscate, aggressione da parte di cani lasciati incustoditi nelle campagne o, addirittura ai confini con l’area abitata, che scorrazzano liberi tra le proprietà, rischi per la circolazione stradale con numerosi sinistri stradali causati da attraversamenti non consoni di intere mandrie e greggi, o da animali lasciati incustoditi, problematiche legate al lavoro nero e sfruttamento degli stessi lavoratori».

Graffino precisa che le persone che conducono greggi in zona, spesso nuclei familiari storici sono poche e, nell’ambiente sicuramente si conoscono molto bene nominativi e zone di afferenza e fa un excursus degli ultimi anni in cui si sono verificate condotte criminose ma anche episodi meno gravi che hanno creato «un clima di timore, di conseguente omertà e di impotenza da parte dei cittadini, degli amministratori locali e delle forze dell’ordine». «È notizia di questi giorni – aggiunge – che una di queste famiglie stia cercando con insistenza di acquistare dei terreni su San Benigno Canavese, dopo averlo fatto su Montanaro, per avere la possibilità, a loro modo di vedere, di poter vagare senza dover chiedere autorizzazioni: chiaramente non è così, perché, pur avendo un fondo di proprietà bisogna dimostrare la possibilità che il fondo in oggetto sia sufficientemente ampio per mantenere il gregge, ma per certi soggetti, si tratta di una questione, è il caso di dirlo, “di lana caprina”». Il primo cittadino è convinto che una strada percorribile, per offrire una soluzione al problema sia quella di una modifica della Legge Regionale, che imponga il sequestro delle mandrie e greggi che si rendano responsabili del pascolo abusivo e della costituzione di un fondo regionale al quale le amministrazioni possano attingere in caso di necessità. «Sono altresì convinto – aggiunge – che soltanto la notizia della possibilità di attingere a tali fondi possa essere avvertimento sufficiente per superare il problema, perché il pericolo della perdita delle mandrie è l’unica argomentazione che possa intimorire coloro che svolgono pascolo abusivo e che vantano già una serie infinita di verbali. Altra possibilità, che non esclude la precedente, sarebbe quella di studiare una forma di impossibilità normativa di rilascio delle autorizzazioni da parte degli Enti preposti (Asl, Comuni…etc.) qualora a richiederle siano soggetti con pendenze amministrative o penali. Aiutiamo e sovvenzioniamo chi segue regole a normative, osteggiamo chi non lo fa».silvia alberto