Caravino, unica addetta della mensa in sciopero: ma il servizio ci sarà
CARAVINO. UilTucs ha proclamato lo sciopero per l’unica addetta alla mensa alla scuola di Caravino per domani, giovedì 14 novembre, ma Markas, l’azienda che ha vinto la gara annuale per il servizio, annuncia che i pasti ai bambini della scuola dell’infanzia e primaria (28 in media, insegnanti compresi) saranno regolarmente serviti così come saranno puliti i locali, esattamente come ogni giorno. E, a questo punto, pare chiaro che la vertenza sulla mensa scolastica di Caravino, sull’applicazione della clausola sociale e (come annuncia UilTucs) e sul comportamento antisindacale, finirà sul tavolo di un giudice.
Markas spiega di voler rassicurare le famiglie «sulla continuità del servizio erogato» e attacca la lavoratrice: «Ogni giorno l’azienda si dedica a fornire un supporto fondamentale per le famiglie di Caravino. L’importanza di questo servizio è stata messa in discussione dall’unica operatrice, responsabile della mensa. Le sole mansioni affidate alla collaboratrice (nelle tre ore giornaliere previste) sono la distribuzione dei pasti e la pulizia dei locali». Non è tutto. Markas sostiene di rispettare appieno la clausola sociale. «La norma del contratto collettivo nazionale prevede il mantenimento dell’occupazione da parte dell’azienda che subentra in un appalto, senza lederne la libertà imprenditoriale e l’organizzazione del lavoro». E ancora: «Markas ha recepito le esigenze della collaboratrice in termini di retribuzione e orario: le è stato riconosciuto immediatamente il livello di inquadramento desiderato e le sono state avanzate diverse proposte di impiego». Detto questo e detto degli incontri con il sindacato, l’azienda mette nero su bianco la disponibilità al dialogo e alla collaborazione». Una sottolineatura, l’azienda, la fa anche nei confronti del Comune di Caravino, che nel cambio dell’appalto ha aumentato il buono pasto (sia della primaria che dell’infanzia) di 50 centesimi: «Markas è estranea all’aumento del costo del buono pasto».
Ilenia Posa, UilTucs, non arretra di un millimetro. Anzi: «Se non sarà rispettato il diritto di sciopero, faremo una denuncia di comportamento antisindacale. Abbiamo già inviato una diffida e siamo pronti ad andare avanti». E questa è solo la premessa: «Non è vero che alla lavoratrice è stato riconosciuto il livello nel passaggio di gara di appalto. Il contratto dato alla lavoratrice parla di un livello abbassato e di una riduzione del monte ore a 12,5 ore a settimana, inferiori anche al minimo previsto dal contratto». Il contratto della lavoratrice, negli anni precedenti, con altri datori di lavoro assegnatari della gara, era a uno scatto superiore e a 16 ore a settimana Gli incontri per trovare una soluzione non avevano sortito una mediazione conclusiva accettata dalle parti. Di qui, la proclamazione dello sciopero. E, inevitabilmente, nella vertenza ci finisce anche il Comune di Caravino, che ha assegnato la gara.
«Il Comune non può tirarsene fuori - aggiunge la sindacalista – e lo invitiamo a farsi parte attiva per il rispetto delle norme di legge delle aziende assegnatarie». A sostegno della richiesta di intervento del Comune di Caravino, UilTucs ha inviato una diffida (anche alla prefettura): «Se non procederà a un verifica per normalizzare la situazione, avvieremo una procedura specifica prevista dal Testo unico degli enti locali per chiedere alla prefettura di nominare un commissario ad acta sul punto per far fronte a quelle che, secondo noi, sono delle inadempienze».
