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Июнь
2024

Recuperata l’argenteria rubata alla chef Klugmann nel ristorante di Dolegna del Collio

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DOLEGNA. I Carabinieri hanno ritrovato buona parte della refurtiva di un colpo messo a segno ai danni di uno dei templi della ristorazione non solo regionale, “L’Argine di Vencò”. A darne notizia, ieri, sono state le sorelle Klugmann, Antonia, nota chef stellata e già volto televisivo, e Vittoria. Il colpo era stato messo a segno all’inizio dell’anno.

Il ristorante di Dolegna del Collio era stato preso di mira in una fredda notte invernale, con quella che è sembrata sin da subito un’operazione studiata nei minimi dettagli. A sparire, oltre a una somma in contanti, erano stati soprattutto due pregiati servizi da tavola in argento risalenti al secolo scorso e appartenuti agli avi delle due sorelle: la bisnonna Elenka e i nonni Giuseppe e Maria Luisa. Oggetti dal sicuro valore economico – diverse migliaia di euro –, i servizi hanno soprattutto un valore sentimentale. In particolare lo ha quello appartenuto al nonno Giuseppe, che – di religione ebraica – aveva a lungo celato l’argenteria ai tempi delle persecuzioni razziali, fra il 1938 ed il 1943. Ieri alla famiglia Klugmann è stata comunicata la buona notizia del ritrovamento di parte della refurtiva.

Le indagini formalmente non sono ancora concluse, ma, da quanto trapela, i carabinieri di Dolegna del Collio e il Nucleo Investigativo della Compagnia di Gradisca, a cui il piccolo comune collinare fa riferimento, hanno inseguito per mesi una pista che si è rivelata corretta. Il maltolto è stato individuato nel corso di una perquisizione in un’abitazione ed è stato poi mostrato alle proprietarie per il dovuto riconoscimento. Quindi si è ora arrivati al dissequestro.

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«Siamo grate alle forze dell’ordine – fanno sapere Antonia e Vittoria Klugmann –. Spesso dopo episodi di questo tipo si tende a sentirsi un po’ rassegnati. Invece, i carabinieri, con grande professionalità, hanno lavorato per mesi a questo risultato». C’è un misto di sollievo ed amarezza nelle parole della chef stellata: «La sensazione che ho provato quando ho realizzato che eravamo state violate all’interno del ristorante è difficile da spiegare – racconta Antonia –. I ladri hanno agito con una tale furbizia che inizialmente non ci eravamo neppure resi conto del blitz. È stato il personale di sala, nel lucidare i servizi, ad accorgersene». Un’operazione mirata, “da professionisti” come si dice in questi casi: «All’interno del ristorante era tutto in ordine, niente era stato messo a soqquadro. Quando abbiamo capito che a sparire era stata l’argenteria dei nonni, abbiamo pianto impotenti. Quegli oggetti rappresentano un po’ l’anima e la storia della nostra famiglia, i sacrifici. Il valore economico non c’entra nulla, ma quello emotivo è inestimabile. È stato uno sfregio e oggi siamo sollevate nel sapere che è stato almeno in parte riparato». «Non avevamo più molte speranze – proseguono Antonia e Vittoria Klugmann –. Per noi ormai l’argento era stato sciolto e venduto a peso su mercati esteri. I carabinieri sono stati estremamente meticolosi nel ricostruire come i malviventi potessero essersi introdotti nel locale, perché ovviamente prendiamo ogni sera le nostre precauzioni, e hanno capito i loro movimenti».