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Январь
2024

Insulta e perseguita l’amante del marito: donna di 66 anni ammonita dal Questore a Padova

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Quattordici ammonimenti in una settimana, di cui dieci per violenza domestica e quattro per atti persecutori. Disposti dal questore di Padova, Marco Odorisio, e applicati dalla Divisione Anticrimine della Questura dopo un’accurata e approfondita istruttoria, sono segnale tangibile di come in seguito al caso di Giulia Cecchettin si sia alzata l’attenzione sui codici rossi.

Gli ammonimenti per violenza domestica sono stati adottati nella maggior parte dei casi nei confronti di uomini che si sono resi responsabili di maltrattamenti e lesioni nei confronti delle attuali compagne o di ex conviventi, per le ragioni più disparate, spesso legate a futili motivi o alla mancata rassegnazione davanti a relazioni dichiarate concluse.

Ma ci sono altresì, seppur in numero inferiore, gli ammonimenti per atti persecutori, che hanno colpito non solo uomini ma anche donne. Tra i quattro ammonimenti per atti persecutori infatti c’è anche quello nei confronti di una donna di 66 anni che ha preso di mira un’altra donna di 60 anni.

I fatti risalgono al mese di gennaio di quest’anno. La 60enne, originaria della zona di Conselve, nella Bassa Padovana, lavorava in un hotel della zona termale insieme al marito della 66enne, originaria della Toscana.

Quest’ultima si era convinta che tra il marito e la collega di lavoro ci fosse una relazione sentimentale.

Erano infatti girate diverse voci di corridoio riguardanti una presunta relazione extraconiugale dell’uomo, un 62enne padovano, con la sua collega di lavoro. Voci che si sono fatte via via sempre più insistenti e che si sono propagate nel giro di breve tempo fino a giungere all’orecchio della moglie del 62enne.

La donna, convintasi che il marito avesse realmente una relazione con la collega di lavoro, accecata dalla gelosia e forse anche da una forma di possesso, si è messa a perseguitare quella che si diceva fosse l’amante del marito.

Seguiva i suoi movimenti, la insultava tutte le volte che la incontrava, era arrivata addirittura ad appostarsi davanti al luogo di lavoro. Qui attendeva che la donna finisse il suo turno per travolgerla con le peggiori minacce e invettive, anche di fronte ai colleghi di lavoro.

Insomma la 66enne è riuscita nell’arco di pochi giorni a creare in quella che pensava la sua rivale in amore, una stato d’ansia e di disagio tale da pregiudicare la sua serenità.

Tanto che la sessantenne, che per altro non ha mai ammesso la relazione con l’uomo ma anzi l’ha sempre negata, è stata costretta a licenziarsi dall’albergo della zona termale, motivando la sua decisione con il fatto che stesse subendo una “violenza psicologica dovuta a stalking durante l’orario lavorativo”. —