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Январь
2024

A Padova l’Intelligenza artificiale in campo contro i tumori: sperimentazione per prostata e seno

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Mille e più possibilità e altrettante insidie. Mentre il mondo guarda letteralmente all’Intelligenza artificiale cercando di codificarne l’uso, massimizzandone i vantaggi ed escludendone i più possibile i rischi – lo stesso World Economic Forum di Davos qualche giorno fa –, l’Azienda Ospedale Università di Padova muove i primi passi sul fronte della sperimentazione dell’Intelligenza artificiale applicata alla diagnostica con una grande ambizione: usarla contro i big killer nel campo dei tumori, ovvero cancro alla mammella e alla prostata.

«Oggi tutti parlano di Intelligenza artificiale e per alcuni versi ne siamo circondati, anche semplicemente possedendo uno smartphone» commenta il professor Angelo Dei Tos, direttore del Dipartimento di Diagnostica Integrata nonché dell’Anatomia Patologica dell’Azienda di via Giustiniani «la differenza è che noi siamo l’unica Anatomia Patologica che ha ottenuto i finanziamenti Pnrr dando vita a un processo di digitalizzazione massiva che non ha eguali in Europa: la Regione Veneto sarà quindi pioniera su questo fronte».

Alla base della rivoluzione «algoritmi istruiti e governati dall’uomo» chiarisce Dei Tos «non certo una volontà autonoma in grado di autoistruirsi.

Soprattutto in medicina, l’Intelligenza artificiale viene addestrata dai medici a riconoscere forme e associarvi diagnosi. È l’uomo che rende speciale la macchina e a sua volta il medico stesso necessita di competenze specifiche. Stiamo parlando di un’applicazione alla diagnostica oncologica che offre informazioni più efficaci in campo terapeutico».

Le applicazioni dell’intelligenza artificiale in Medicina

L’Intelligenza artificiale ha già applicazioni, ad esempio nell’imaging in radiologia o nella clinica con l’uso di algoritmi di potenziale supporto nei processi decisionali «che vengono in aiuto sul processo da avviare» spiega «e questo non sempre è semplice. Pensiamo alle malattie rare che hanno pochi presidi farmacologici per cui la costruzione di banche dati molto ampie potrebbe aiutare aumentando la possibilità di trovare soluzioni e riducendo i margini di incertezza».

Ora però la frontiera ha un nuovo orizzonte: «Quello che stiamo facendo noi è un processo di digitalizzazione massiva di preparati istologici» prosegue Dei Tos «che entro la fine dell’anno saranno acquisiti, scannerizzati e online, fruibili cioè da tutte le Anatomie Patologiche del Veneto. Questo processo ci aiuterà nel rendere più accurati processi di valutazione, ad esempio dei biomarcatori, in modo da indicare le terapie migliori in oncologia.

Si tratta di processi che in questo momento vengono effettuati dai singoli patologi, ma questo processo ci consentirà di quantificare le proteine con un’accuratezza, una precisione e una velocità altrimenti impensabili. Permetterà una conta delle cellule, una valutazione dei colori e delle differenze nei tessuti che l’occhio umano non è in grado di scorgere.

Questo ovviamente non sostituirà il patologo cui spetterà la valutazione finale ma sarà in grado di garantire calcoli che miglioreranno l’accuratezza restituendo allo specialista tempo “medico”».

Acquisiti i software, ora l’Azienda sta provvedendo all’acquisto di scanner che verranno utilizzati per sostituire il preparato fisico, il “vetrino”.Nel giro di un paio di settimane dovrebbe essere pronto il bando.

«Sappiamo che questo sistema è utile per la predizione, ad esempio nella risposta all’immunoterapia, permette di migliorare la selezione dei malati e di conseguenza l’efficacia delle terapie» chiarisce il direttore dell’Anatomia Patologica dell’Azienda «e così avremo una predizione nella risposta ai farmaci oltre che nuovi parametri di prognosi».

Non fantascienza, ma scienza applicata alla realtà: «Stiamo testando 5 protocolli per mammella e prostata, con un migliaio di test già eseguiti in un mese e mezzo e risultati sorprendenti se si considera che ci aspettavamo qualche problema in più» conclude «ora l’obiettivo è impattare sui big killer».

Il dg Dal Ben: «Possibili applicazioni in cardiologia, ematologia e neurologia»

C’è chi sale sul carro dei vincitori e chi, quel carro, lo costruisce affinché possa arrivare al traguardo prima degli altri. È questa la filosofia del direttore generale dell’Azienda Ospedale Università Giuseppe Dal Ben quando si tratta di innovare, cogliendo tutte le possibilità o spingendo i suoi a farlo.

L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il settore sanitario migliorando la diagnosi, la terapia e la ricerca scientifica e anche da noi può portare a significativi miglioramenti nei risultati sanitari e nella rimodulazione dei costi

Proprio la settimana scorsa il ministero della Salute ha pubblicato le linee guida Oms e Ocse per l’uso intelligenza artificiale in sanità con l’obiettivo di rendere i sistemi sanitari equi, sostenibili, resilienti e sempre più modellati sul paziente.

L’intelligenza artificiale, spiega Dal Ben, può supportare il professionista nell’attività terapeutica togliendogli attività a minore impatto relazionale come i monitoraggi di routine e i follow-up più semplici avendo così più tempo per l’aspetto relazionale della visita; può accedere, confrontare ed elaborare in brevissimo tempo e con precisione campioni digitali dell’organismo umano e, ancora, può accelerare i tempi della ricerca scientifica perché può analizzare una mole strepitosa di dati e di informazioni in pochissimo tempo e passare in rassegna in simultanea una grande quantità di articoli e lavori scientifici per riscontrare evidenze di correlazione e causalità.

Si tratta di un universo che ha già alcuni profili ma che nella stragrande maggioranza dei casi è in, seppur rapidissima, espansione: «Le sperimentazioni in questo momento appartengono per l’80% alla radiologia, ma gli ultimi studi parlano di possibili applicazioni anche nell’area cardiovascolare, in ematologia e in neurologia. L’obiettivo per il futuro sarà in ogni caso pensare a come applicare l’intelligenza artificiale ovunque sia possibile nelle attività di promozione della salute». —