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Январь
2024

Temperature polari nel Bellunese, anche i treni frenati dal gelo

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La provincia più “siberiana” d’Italia? Non c’è dubbio, quella di Belluno. Con conseguenze anche per i treni; alcuni sono stati cancellati, altri sono risultati in ritardo.

Passo Cimabanche, al confine tra i Comuni di Cortina e Dobbiaco, si è trovato a capeggiare la singolare classifica del freddo: -22,4 gradi nella notte fra venerdì e ieri, seguito a poca distanza da un altro passo, Campolongo, sulla frontiera tra Livinallongo (Arabba) e Corvara, con -22. Al terzo posto Punta Rocca, oltre i 3300 metri della Marmolada, dove il termometro si è fermato si fa per dire, a -21,9.

Belluno? Solo -6,6 nel capoluogo. Feltre -5,5. Santo Stefano di Cadore è arrivato a -14, mentre la vicina Sappada è andata oltre, raggiungendo il -14,4. Arabba e Rocca Pietore (Boscoverde) condividono un -13,6, Cortina d’Ampezzo si è fermata sotto il -12, così pure Falcade; a Gilardon precisamente -11,7. Domegge segna un -8,7, alla pari di Forno di Zoldo.

VIVERE E LAVORARE SOTTOZERO

Ma come si vive e si lavora in condizioni come queste? Lo chalet di Passo CimaBanche è chiuso, l’ambiente più vicino è il Rifugio Ospitale. Siamo a 3 km dal passo. «Quassù ci siamo risvegliati con un consistente -16. Problemi? Sinceramente nessuno, per la nostra attività.

Siamo superiscaldati, con impianti a pavimento e a termo, ma anche con due stufe nelle sale, una ampezzana e l’altra tirolese.

Ovviamente la spesa è notevole. Per gli automobilisti i problemi non mancano: chi va a gasolio qui si ferma, non va avanti, anzi si blocca già a Cortina».

Ieri mattina, nonostante il gelo, non mancavano gli appassionati del fondo: pista in perfette condizioni fino a Dobbiaco. «Non tutti, però, portavano un abbigliamento per temperature come queste», informano dal rifugio Ospitale, «per cui sono stati consigliati a fermarsi».

PREVISIONI

Quella di ieri è stata la giornata più fredda dell’inverno, fino ad ora. È iniziata infatti una fase decisamente polare con l’irruzione di aria gelida verso tutto il Paese.

Per oggi le minime previste sono di -11 ad Auronzo, -9 a Cortina e Pieve di Cadore, -8 ad Arabba e Belluno, -7 ad Agordo.

Oggi il tempo sarà stabile con cielo sereno. Domani, in serata, non è escluso qualche fiocco di neve ma le temperature saranno in ulteriore aumento in quota con forte inversione termica nelle valli (zero termico a 3200 m) dove risulteranno stazionarie o in lieve aumento. La neve ritornerà probabilmente martedì, mentre le temperature risulteranno in generale calo specie oltre i 2000 m.

TRENI IN RITARDO

Ieri, intanto, a causa del gelo c’è stato un brutto risveglio sulla linea ferroviaria Belluno, Vittorio Veneto, Conegliano, Venezia, nonché a Calalzo. Dalle prime ore la circolazione era problematica tra le stazioni di Vittorio Veneto e Conegliano, con ricadute sul servizio per e da Belluno, probabilmente per un inconveniente a un deviatoio alla confluenza del binario bellunese sulla Mestre – Udine, forse dovuto al gelo notturno dopo la pioggia di venerdì sera. Penalizzati quattro regionali con centinaia di viaggiatori coinvolti.

Attorno alle 8.30 la circolazione ferroviaria si è riavviata alla normalità. Sono stati coinvolti i treni 16849 Belluno (5.36) – Venezia (7.29) cancellato da Vittorio Veneto a Conegliano; il 16871 Belluno (6.15) – Venezia (8.17) portava mezz’ora di ritardo; 16204 Conegliano (6.39) – Belluno (7.47) ed è stato cancellato da Conegliano a Vittorio Veneto; 16875 Belluno (7.20) – Venezia (9.17) cancellato anch’esso.

Non sono mancati disservizi anche sulla Belluno – Calalzo. Il treno 16543 Calalzo (6.28) – Belluno (7.18) è giunto a destinazione con 13 minuti di ritardo; il 16547 Calalzo (7.28) – Belluno (8.18) è stato cancellato; il 16542 Belluno (7.30) – Calalzo (8.27) è saltato da Viaggiatreno, per cui probabilmente è stato anch’esso cancellato; colpo di spugna anche per il 16546 Belluno (8.30) – Calalzo (9.27); così pure il 16551 Calalzo (9.28) – Belluno (10.18).

DISAGI ANCHE PER I TURISTI

Conseguenze negative anche per il convoglio Nuovo Espresso Cadore Roma Termini, Treviso, Calalzo, Pieve di Cadore, Cortina: partito dalla capitale venerdì sera ha sfiorato l’ora di ritardo arrivando a Ponte nelle Alpi, avendo fatto tappa (non prevista) a Vittorio Veneto. A Calalzo è riuscito a scalare il ritardo fino a 40 minuti.

«Siamo nuovamente alle prese con i limiti dell’infrastruttura ferroviaria penalizzata dai tagli e dai mancati investimenti degli anni Ottanta e Novanta», annota Alessandro De Nardi, portavoce di Trenibelluno. «Stazioni e binari sono cuciti su misura per il servizio regionale, impostato con una coppia di treni all’ora e non senza inconvenienti. Adesso, con l’arrivo della lunga percorrenza sui binari del Bellunese, le linee sono ancora più sature».