Carnevale Ivrea, zaini dalle bandiere e progetti di riuso, così i Credendari si impegnano per l’ambiente
IVREA. Zainetti realizzati a partire dalla stoffa delle bandiere ormai rovinate, per ridurre la quantità di rifiuti prodotti: è questa l’idea nata in seno ai Credendari, un impegno per l’ambiente che si fa molto concreto.
«Le bandiere sono fatte di tela nautica – racconta Lorenzo Lea, presidente dell’associazione di aranceri più giovane del Carnevale –. È un materiale plastico, adatto a fare bandiere in un clima ventoso come il nostro. Ma invece di buttarle via, quando non si possono più appendere, abbiamo immaginato un programma di riciclo per dare loro nuova vita».
Il progetto si chiama Ricrear, che sta per “Riciclo credendari aranceri”, ed è stato proposto dagli iscritti. «Avevamo una certa quantità di bandiere rotte o danneggiate – racconta Tiziana Canova, una delle promotrici –. Alla Barcolana di Trieste ho visto creare ogni tipo di oggetti con la tela nautica e da qui è venuta l’idea. Ogni zainetto sarà unico, perché fatto con un pezzo di bandiera diverso, e acquistarlo sarà un modo di sostenere i Credendari». Il prototipo l’ha preparato “nonno Carlo”, ovvero Carlo Dellosta, poi la commessa è stata affidata a una sarta con cui tiene i rapporti Stefania Mellano: «Per buttare via meno stoffa possibile abbiamo deciso di realizzare anche bustine e portaocchiali». Saranno in vendita da lunedì.
Ma i progetti non si fermano qui: «Allestiremo una “lavagna second hand” – spiega il presidente mostrando la grafica – una bacheca dove gli iscritti che hanno divise troppo grandi, troppo piccole o che non vanno più bene potranno lasciare un avviso e metterla a disposizione per lo scambio. In questo modo vogliamo incoraggiare il riuso ed evitare di comprare sempre materiale nuovo».
[[ge:gnn:lasentinella:14010096]]
Nella sede dei Credendari una sosta al bancone per assaggiare gli zuccherini è il benvenuto ai nuovi aranceri e ai vecchi iscritti: lime e pepe rosa è l’ultimo gusto nato, ma ci sono anche mirtillo, caffè, frutti tropicali, salvia e molti altri. Il direttivo finisce una riunione al tavolo all’ingresso, all’altro tavolo si raccolgono le adesioni per l’apericena al Caffé del teatro di venerdì 26. Le iscrizioni da quest’anno si fanno nel locale al fondo del cortile: sono già sopra i 200, l’obiettivo è superare i 400 come l’anno scorso. Da lunedì la sede in via Circonvallazione sarà aperta tutti i giorni: «Abbiamo rinnovato l’ambiente – racconta ancora Lea – per renderlo più accogliente. E ci stiamo già preparando al quarantennale del 2025, una data molto importante per noi». E c’è già una cassetta per raccogliere i suggerimenti degli associati.
Tra le tradizioni dei Credendari c’è il battesimo dei nuovi aranceri: «Il battesimo nasce dal fatto che la nostra è un squadra molto simile a un clan, un gruppo unito senza disparità» spiegano. E come i clan scozzesi, hanno anche depositato il disegno del tartan gialloblù dei loro kilt, rigorosamente prodotti in scozia, al registro storico nazionale. «Stiamo riprendendo anche le bandiere storiche – spiega Lea -–. Vogliamo mantenere i nostri valori e trovare nuovi modi di portarli avanti. Con i social, Instagram e il canale Whatsapp ci manteniamo in contatto con gli iscritti e coltiviamo rapporti che crescono negli anni». Come quelli con i ragazzi di Intercultura che nei Credendari trovano ospitalità e famiglia per vivere al massimo i giorni del Carnevale. O con i tanti giovani e giovanissimi della Pro loco di Scarmagno che come Pro loco saranno a preparare la bagna caoda nella giornata organizzata dalla Fondazione domenica prossima 28 gennaio in piazza Ottinetti mentre il 4 febbraio saranno al mercatino degli aranceri con miasse e agnolotti.
