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Июнь
2023

Unioni civili, la sindaca di Musile dice no «Rispetto la linea della Lega»

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La politica blocca le unioni civili sul fronte del Piave. Da San Donà a Musile, l’appartenenza a un partito, la Lega, ferma il vice sindaco di San Donà, Giuliano Fogliani, e anche la sindaca di Musile, Silvia Susanna, entrambi leghisti.

Donna moderna e al passo con i tempi, Susanna rispetta il diktat del partito: «Nulla in contrario personalmente, ma rispetto la linea del partito su questo tema».

E, infatti, una coppia storica che si è unita civilmente nel 2017 a Musile, i gestori del ristorante “Magnus” di San Donà Maurizio Mazzei e Sandro Battiston, assieme dal 2001, avevano chiamato l’amico Walter Corazza, colonna della protezione civile, per celebrare visto che Susanna, e anche l’allora vice sindaco, Vittorino Maschietto, avevano detto no pur partecipando.

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«Noi non le abbiamo certo vietate» spiega Susanna, «e in Comune sono celebrate infatti nel rispetto della legge e io stesso vi partecipo sempre. Personalmente sono favorevole e non le ostacolerei mai. La Lega, però, ha deciso questa posizione che io rispetto appartenendo a un partito».

A San Donà, Gianluca Forcolin, oggi assessore per la sua lista civica e non più nella Lega, si è detto favorevole e disposto a celebrarle tranquillamente. Il sindaco di San Donà, Alberto Teso, davanti ad alcuni “obiettori” quali il vice sindaco Fogliani e il presidente del Consiglio comunale, Massimiliano Rizzello, di FdI, ha dato la disponibilità immediata nel rispetto delle leggi e dei diritti.

«Nel rispetto della legge e dei diritti tra due persone che si amano tutta la minoranza ha dato la disponibilità a celebrare le unioni civili» ha detto ieri Francesca Zottis, a nome dell’opposizione.

Rizzello intanto è stato fortemente criticato da Alleanza Sinistra Italiana Verdi: «Pessimo inizio, lo abbiamo apprezzato per equilibrio e buon senso, doti che in questo frangente ha però dimenticato».

Il sandonatese Giorgio Perissinotto, primo in Veneto a unirsi civilmente a Padova con i Pacs, è perplesso: «Credo che ormai le unioni civili debbano essere accettate senza ostacoli né obiezioni proprio perché attengono ai diritti delle persone».

I ristoratori Sandro e Maurizio, coppia nel lavoro e nella vita, si rivolgono agli obiettori. «Anche noi pensiamo che ci sia massima libertà di scelta», dicono, «ma essendo le unioni civili una legge dovrebbero rispettarle tutti gli esponenti delle istituzioni. Un paese civile deve garantite a tutti i suoi cittadini i diritti fondamentali nel rispetto della libertà di tutti. L’unione davanti alla legge di due persone permette che vengano garantiti il diritto all’assistenza in caso di malattia, la reversibilità della pensione, l’eredità. Soprattutto quando due persone come noi costruiscono assieme, con molti sacrifici, una casa, un’attività commerciale e un percorso di oltre vent’anni. Abbiamo affrontato molti ostacoli in questi anni per le nostre scelte e per esserci sempre mostrati alla luce del sole. Abbiamo avuto il sostegno delle nostre famiglie, di moltissimi amici e affezionati clienti. E continueremo a batterci perché con il nostro esempio altre coppie trovino il coraggio di uscire dalla paura ».