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Июнь
2023

Agricoltura solidale, 300 quintali di fieno donati alla Romagna

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Trecento quintali di fieno per gli allevamenti romagnoli colpiti dalla recente inondazione dovuta al maltempo. Una quantità importante donata dagli agricoltori Coldiretti di Vistarino e dei Comuni vicini che è partita martedì per quelle zone della Romagna colpite dall’alluvione; un disastro che ha causato danni per un miliardo di euro.

Un’ottantina di rotoballe sono state caricate su due camion rimorchio e sono partite verso la provincia di Ravenna, uno dei territori più colpiti dalla calamità naturale.

Un gesto di solidarietà organizzato in collaborazione con la Coldiretti di Forlì e un modo concreto per dare una mano per salvare gli allevamenti romagnoli in piena emergenza dopo gli allagamenti e le frane subiti nei giorni scorsi.

Aziende alluvionate

«L’alluvione della Romagna – sottolinea Coldiretti Pavia – ha devastato aziende agricole e allevamenti in una delle aree a maggiore vocazione agricola a livello nazionale, dove ai danni sulla produzione agricola si sommano quelli alle strutture e alle stalle, oltre ai macchinari e alle attrezzature andate perdute. A questi vanno aggiunti anche i 250mila animali morti fra bovini, maiali, pecore, capre, polli, galline da uova e tacchini affogati». L’alluvione e le frane hanno distrutto i raccolti di grano, orzo, mais, colza e soia interamente ricoperti dal fango, tanto che oggi il timore non è soltanto per le colture, ma anche per la fertilità del terreno, ricoperto dalla presenza di limo e sabbia in superficie che impediscono gli scambi gassosi e portano ad una pericolosa degradazione del suolo, che può innescare processi di desertificazione rendendo il terreno inadatto alla coltivazione.

«Occorre tagliare la burocrazia e i tempi per fare arrivare il più in fretta possibile gli aiuti alle famiglie e alle imprese – spiega Stefano Greppi, presidente di Coldiretti Pavia –. Gli agricoltori stanno facendo la propria parte, ma anche i consumatori possono fare molto: acquistare prodotti agricoli e alimentari provenienti dalle zone alluvionate, è, infatti, il miglior modo per aiutare concretamente la popolazione facendo ripartire l’economia e l’occupazione dei territori colpiti».