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Июнь
2023

Trieste, i tassisti freddi sulle “seconde guide”: «Un aiuto ma i problemi resteranno»

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TRIESTE. La strategia delle “seconde guide” adottata in via sperimentale dal Comune, su proposta degli stessi rappresentanti della categoria per tentare di risolvere la carenza di taxi in certi orari e in certe giornate, convince a metà i conducenti delle auto bianche. Il sistema, in pratica, introduce per il titolare di una licenza taxi la possibilità di avvalersi di un collaboratore con cui dividersi i turni di lavoro, così da sfruttare per più ore una licenza.

Soluzione valida ma non darà risultati immediati

«Può essere una soluzione valida – valuta Massimo Piccinini, tassista da 4 anni – ma non garantirà un risultato immediato, perché trovare un sostituto alla guida, un collaboratore, non è detto richieda poco tempo. L’obiettivo è quello di andare a rafforzare il servizio dal lunedì al giovedì dopo le 23, valutando poi che alcune fisiologiche criticità si verificano quando abbiamo in contemporanea la presenza di navi bianche, l’uscita da teatro e la pioggia». Per Piccinini, il turno serale resterà comunque un problema «perché lavorare la sera è diventato rischioso e non è un problema da sottovalutare».

Lavorare la sera, un buon inizio per dare risposta

La soluzione introdotta dal Comune, per Margot Gerzeli, tassista che lavora solo la sera, è «un buon inizio per dare adeguate risposte alle nuove esigenze della città. La sera il numero dei taxi si è ridotto, ma il lavoro c’è e quello che noto è la diligenza di molti ragazzi che per non rischiare, dopo aver bevuto un bicchiere, prendono il taxi e non si mettono alla guida di due e quattro ruote». Ha già deciso che non adotterà una seconda guida Diego Bellina: «Voglio sentirmi libero di decidere in autonomia quando lavorare come faccio da trent’anni, senza dover dividere il turno con nessuno. Credo non ricorreranno a questa soluzione anche coloro che, non avendo una seconda macchina, usano l’auto aziendale, il taxi, per esigenze familiari, non potendosi permettere quindi di lasciare per ore il taxi in mano a qualcun altro». Bellina, inoltre, ricorda come «all’inizio degli anni Novanta i detentori di licenza taxi si avvalevano già di collaboratori, con il risultato che alla guida dei taxi si vedevano quasi sempre i collaboratori: non vorrei succedesse la stessa cosa».

C’è chi giudica l’idea un palliativo

Tassista da sette anni, Loris Bortuna reputa la soluzione delle “seconde guide” «un palliativo: se i titolari di licenza continuano a lavorare poco, con i collaboratori non potranno fare la differenza. Sarà certamente un aiuto, ma non si risolverà il problema. Se tutti facessimo turni di 8 ore, forse la questione non si porrebbe». Bortuna, inoltre, valuta «il Comune dovrebbe intervenire sulla tariffa di supplemento notturno, oggi di 2 euro, così da incentivare il lavoro serale, oggi persino sconveniente visto che malgrado il supplemento, con il traffico più scorrevole la destinazione si raggiunge prima con il risultato che la corsa costa meno».