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Июнь
2023

Primo caso di peste suina in Oltrepo: cinghiale infetto, la carcassa a Bagnaria

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Primo caso sospetto di peste suina in Oltrepo. Il ritrovamento qualche giorno fa di una carcassa di cinghiale in località Torretta di Bagnaria ha fatto scattare l'allarme. Il tutto dopo che circa una settimana fa a Gremiasco, in val Curone, a 4 chilometri da Bagnaria, era stata accertata la peste suina su un cinghiale trovato morto nei campi.

Dalle prime analisi effettuate in un laboratorio di Brescia arriva la conferma che il cinghiale rinvenuto a Bagnaria sia morto contagiato dalla peste suina. Si attendono ora le controanalisi del laboratorio Izsum (Istituto zooprofilattico Umbria Marche) di Perugia, che funge da centro di referenza nazionale pesti suine. Solo in quel momento si potrà confermare se questa malattia è arrivata anche in valle Staffora. Il sindaco di Bagnaria Mattia Franza è preoccupato: «Purtroppo a seguito del ritrovamento nelle scorse settimane di una carcassa a Gremiasco, in provincia di Alessandria, era plausibile che nel breve periodo si riscontrasse un caso anche da noi».

Secondo alcuni studi effettuati, sembra che il proliferare della peste suina viaggia a una media di 80 metri al giorno. Quindi c'è da aspettarsi altri casi nelle prossime settimane. C'è grande apprensione in tutta la fascia collinare e montana dell'Oltrepo che dai primi giorni di giugno, dopo la firma del presidente della Regione Attilio Fontana di un'ordinanza legata alla peste suina, ha visto la messa a punto di una serie di restrizioni per evitare la diffusione della malattia, che colpisce cinghiali e suini ma non l'uomo. Nei giorni scorsi Ats ha consegnato ai Comuni i cartelli con le indicazioni sulle regole da tenere nella zona rossa, la zona denominata 'Restrizione II'. Tra questi c'è anche il divieto per i non residenti di andare a funghi nella fascia di Restrizione II. Permesso che era stato concesso dalla Comunità montana, ma che ora rischia di essere revocato dopo il ritrovamento del cighiale infetto a Bagnaria. La zona rossa potrebbe anche essere ulteriormente estesa dopo i nuovi esami.

Le zone sotto osservazione

I comuni in zona di ‘Restrizione II’, sono: Ponte Nizza, Bagnaria, Brallo di Pregola, Menconico, Zavattarello, Romagnese, Varzi, Val di Nizza, Santa Margherita di Staffora, Cecima, Colli Verdi (la località di Valverde). Qui è vietata l’attività venatoria collettiva, l’attività di addestramento cani e la caccia ai cinghiali. Le attività all’aperto svolte nelle aree agricole e naturali sono consentite nel rispetto delle misure di sicurezza. Manifestazioni e raduni campestri con almeno 20 persone, in aree non delimitate o prossime alle strade asfaltate, sono soggette ad autorizzazione da parte dei Comuni.

La zona di ‘Restrizione I’ comprende: Rocca Susella, Montesegale, Godiasco, Borgoratto Mormorolo, Fortunago, Volpara, Borgo Priolo, Rocca de’ Giorgi, Rivanazzano, Colli Verdi (Ruino e Canevino). In questi comuni dovranno essere ricercate le carcasse, con cadenza almeno quindicinale, e la caccia al cinghiale è consentita con modalità selettive.