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Июль
2022

Lorenzago, l’altare prediletto di Giovanni Paolo II torna all’antico splendore

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LORENZAGO. Tra natura e preghiera, il santuario di Lorenzago dedicato a San Giovanni Paolo II si è riempito di circa 300 fedeli e delle massime autorità della Provincia in una cerimonia per l’inaugurazione dei nuovi restauri effettuati alla copertura dell’altare ligneo nella tenuta di Mirabello. A presiedere la messa del 20 luglio  sera era presente il cardinale Pietro Parolin, Segreterio di Stato Vaticano, che ha fatto una lunga riflessione sul tema della preghiera, della natura e del cambiamento ecologico, ispirandosi ai principi che Papa Wojtyla ha voluto predicare al mondo intero nella sua vita pastorale.

«BELLO RITORNARE»

«Sono lieto di tornare in terra bellunese nel segno di due Papi», ha detto il cardinale, «sento forte la presenza di San Giovanni Paolo II e di Papa Luciani che presto sarà beato. Voglio rivolgere un particolare saluto ai tanti giovani che sono arrivati fino a qui, mi fa piacere che siate così numerosi e vi ringrazio della vostra presenza. Grazie anche a chi ha lavorato a questo restauro, una vera e propria opera d’arte curata nei minimi dettagli».

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I SEGNI DEL MALTEMPO

La copertura lignea del vecchio altare di Mirabello aveva ceduto in seguito alle abbondanti precipitazioni degli scorsi inverni. Grazie ad una donazione della ditta trevigiana Ivecos di Colle Umberto è stato possibile nelle scorse settimane costruire una nuova opera, il cui disegno è stato curato dall’architetto Nicola Randolfi.

«Mi auguro che chi arriva qui approfitti dell’atmosfera suggestiva per pregare e meditare», ha proseguito nell’omelia Parolin, «proprio qui Giovanni Paolo II si ritirava durante le vacanze estive. Di lui va sottolineata la profondità e l’intensità della preghiera. Abbiamo tutti davanti agli occhi le immagini di lui immerso nel profondo mentre prega. Tutti lo ammiravano già in seminario per come era capace di estraniarsi completamente dal mondo esterno. Noi dobbiamo seguire il suo esempio e non vivere come se Dio non esistesse, immersi nelle distrazioni. Anche durante la preghiera questo mondo frenetico e tecnologico ci distrae. Non deve essere così. Bisogna offrire il nostro cuore al Signore».

UN LUOGO PER PREGARE ED ESTRANIARSI

Ecco dunque che. secondo Parolin, questo santuario è il luogo ideale per estraniarsi e pregare senza disturbi, immersi nella natura, che tanto sta soffrendo e subendo in questo periodo. «Non abbiate paura», ha concluso il Segretario di Stato Vaticano, «era il grido che Wojtyla ha lanciato all’inizio del suo pontificato. Dobbiamo ascoltarlo, oggi più che mai, in un periodo in cui il mondo ha paura ed è nel bel mezzo di numerosi conflitti».

TANTE LE AUTORITA’

Alla cerimonia erano presenti numerose autorità civili e militari, tra cui il prefetto ed il questore di Belluno, l’assessore regionale Bottacin, il presidente della Provincia e numerosi sindaci ed associazioni della zona.

«Dopo aver tanto colloquiato riguardo a questo restauro», ha dichiarato il primo cittadino lorenzaghese Marco D’Ambros, «siamo finalmente qui ad inaugurare un bellissimo artefatto con tanti significati. Ringrazio tutti quelli che hanno contribuito a questo intervento, iniziando dalla ditta Ivecos e dall’architetto Randolfi ed arrivando a Giorgio Gerardini e all’amministrazione precedente». Il sindaco ha poi ringraziato tutti quelli che in ogni modo hanno contribuito alla pulizia del luogo e alla realizzazione dell’evento. Il santuario, costruito nel 2014 alle spalle della villa dove i Papi hanno soggiornato per ben 7 volte era stato inaugurato proprio dal cardinale Pietro Parolin.

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La nuova struttura si compone invece di una tettoia aperta ed inclinata verso i fedeli e realizzata in materiali moderni, sorretta da 12 alberi che rappresentano gli apostoli raggruppati 3 a 3 secondo il disegno di Leonardo.

«Spero che questa cerimonia e le tante iniziative in ricordo dei Papi proseguano», ha spiegato poi il sindaco di Lorenzago, «e che si possa costituire una rete insieme a Canale, paese natale di Papa Luciani e legato a noi proprio dalla presenza dei papi».