Nell’Oglio acqua agli sgoccioli, la prossima settimana lo stop
MANTOVA. «Almeno fino alla fine della settimana prossima dovrebbe esserci acqua per irrigare, ma stiamo parlando di volumi appena sufficienti». Dopo le notizie della chiusura definitiva dei prelievi dal canale Arnò (che porta l’acqua del lago d’Idro) e di previsioni di calo delle derivazioni dal fiume Mincio (lago di Garda), dal Consorzio dell’Oglio arriva una conferma della situazione critica in cui si trovano il Lago d’Iseo e, di conseguenza, il fiume Oglio. Il corso d’acqua, nel Mantovano, bagna circa 13mila ettari di campagna: 12mila ettari gestiti dal consorzio Navarolo nella zona di Bozzolo (che derivano dall’impianto di Santa Maria a Calvatone), 1.500 gli ettari del consorzio Territori del Mincio e circa 400 del Garda Chiese. Le difficoltà sono state appena attenuate da due deroghe al deflusso minimo vitale (la prima a maggio) e da un accordo con i produttori di energia idroelettrica della Valle Camonica per avere un afflusso al lago stabile.
«Quest’ultimo ha impedito una rapida discesa dei livelli del lago» spiega Francesco Tengattini dell’ufficio tecnico del consorzio. Tra una settimana o dieci giorni al massimo, la decisione da prendere sarà la più drastica: limitare ulteriormente il deflusso (ora al 25%), scelta necessaria se non pioverà, chiudendo il rubinetto di Sarnico (Bergamo), la diga che regola i livelli del lago. «Ci confrontiamo tre o quattro volte a settimana con tutti gli attori interessati. Siamo un ente pubblico con utenti a valle del lago e tanti Comuni sul lago che sono nel fiore della loro stagione turistica». Le regole di invaso obbligano a chiudere la diga quando si arriva a -30, un provvedimento mai preso negli ultimi trent’anni.
