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Июль
2022

Corsa a tagliare il mais, si spera di salvarlo: «Con l’Idro chiuso 7mila aziende nei guai»

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MANTOVA. Senza acqua dal lago d’Idro per l’irrigazione dei campi sono a rischio circa 7mila aziende agricole tra Bresciano e Mantovano. A lanciare l’allarme è la Coldiretti Lombardia: senza acqua è impossibile portare a termine i raccolti e garantire così la produzione di cibo. «Nelle campagne lombarde – si aggiunge – è corsa contro il tempo per cercare di salvare il salvabile con gli agricoltori che hanno iniziato a trinciare il mais da foraggio con circa un mese di anticipo per evitare di vedere seccare tutto in campo, mentre la raccolta del pomodoro è iniziata con una settimana di anticipo». Il presidente nazionale della Coldiretti, Ettore Prandini, ha rivolto un appello all’Aipo, all’autorità di bacino distrettuale del Po e agli assessori regionali Massimo Sertori e Fabio Rolfi: «Si faccia uno sforzo straordinario per consentire di continuare a garantire l’acqua ai campi per almeno altri otto giorni».

La gravità della situazione nel Mantovano è confermata anche dalla Confagricoltura: «Il grande caldo ha innumerevoli effetti negativi, e uno di questi è rappresentato dal grande anticipo vegetativo che sta colpendo il mais, in campo in questo momento. È per questo motivo che sono tanti gli agricoltori che stanno per dare il via, o in alcuni casi hanno già iniziato, alla trinciatura». «Questa operazione – spiega l’ufficio tecnico di Confagricoltura – solitamente avviene non prima della metà di agosto, ma quest’anno le cose sono diverse. Le alte temperature, unite alla prossima fine delle riserve idriche, spingono le aziende a trinciare, per salvare il più possibile le produzioni». Confagri cita il caso di Roberto Begnoni, che coltiva una trentina di ettari a mais nella zona di Roverbella: «Il caldo ha accelerato la maturazione delle piante – spiega Begnoni – non solo del mais, ma anche delle patate da industria, con le precoci che si sono letteralmente cotte in campo, mentre le tardive le stiamo raccogliendo ora, in anticipo di un mese. Il caldo ha avuto effetti devastanti». Qualità e quantità sono ancora un rebus: «Sui mais irrigati bene – spiega Begnoni – la granella c’è, almeno vedendo le prime pannocchie. Qualità e peso specifico sono poi un’incognita. Un problema grosso è stato rappresentato anche dal forte vento di qualche settimana fa, che ha danneggiato molte piante, spezzandole e non facendo più arrivare linfa alla granella. Anche questo ha fatto anticipare le trinciature».

Nelle stesse condizioni anche Andrea Pagliari, con campi di mais a Bozzolo: «La causa principale di questo anticipo nelle raccolte è il rischio di rimanere a breve senz’acqua, come già ci è stato preannunciato dal nostro consorzio, il Navarolo. Tutto questo, unito alle alte temperature che hanno accelerato notevolmente il ciclo vegetativo del mais, ci spinge a metterci già in moto, tra pochi giorni, con le trinciature». E per i secondi raccolti non resta che incrociare le dita: «Non stanno rispondendo in modo regolare, né dal punto di vista produttivo né da quello dello sviluppo fenologico. Possiamo solo sperare».