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Июль
2022

La giornata della vergogna, affossato Draghi. Il premier alle 9 alla Camera e subito dopo al Quirinale per dimettersi, si va verso il voto in ottobre. Piazza Affari in picchiata. Conte e Salvini hanno già iniziato il rimpallo delle responsabilità

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Stamattina quindi Draghi si presenterà al Quirinale per formalizzare le dimissioni da presidente del Consiglio, dopo un passaggio alla camera che a questo punto è una pura formalità. Alla fine di un giorno di straordinaria follia, ieri Draghi è stato abbattuto dal parlamento italiano. Il premier ha ottenuto al Senato una fiducia su numeri che hanno certificato che la maggioranza non esiste più: Lega, Forza Italia e il M5S di Conte, che aveva aperto una settimana la crisi non votando il dl aiuti, non hanno partecipato ieri al voto di fiducia sulla risoluzione Casini, che tentava di evitare la crisi. I tre partiti che affossano Draghi hanno utilizzato la formula «presente non votante», che ha garantito il raggiungimento del numero legale e la validità del voto.

Alle 9 inizierà alla Camera la discussione generale sulle comunicazioni del presidente del Consiglio. Una formalità, si diceva, perché non è previsto l'intervento di Draghi, che ieri ha depositato a Montecitorio il discorso letto a palazzo Madama. Poi una volta che, come pare ormai inevitabile, il premier presenterà le sue dimissioni a Sergio Mattarella, il presidente della Repubblica si potrebbe prendere qualche ora per riflettere, per poi incontrare i presidenti delle Camere che, come prevede la Costituzione, devono essere ascoltati prima di poter sciogliere le Camere. A quel punto, il capo dello Stato avrebbe tutti gli elementi necessari a compiere la sua scelta, che tutti prevedono sia lo scioglimento del Parlamento per un voto in autunno. La data è decisa dal governo, ma in base al calendario la più probabile è il 2 ottobre: devono infatti passare tra i 60 e i 70 giorni dal giorno dello scioglimento e il 25 settembre si celebra una festa ebraica, mentre solitamente si evita la coincidenza con festività religiose.

Dei tre leader politici che hanno buttato già Draghi, quello che aveva aperto la crisi – Giuseppe Conte – si è eclissato fino a tarda sera, per poi riemergere con questa dichiarazione: dal presidente Draghi «c'è stato un atteggiamento sprezzante. Ci dispiace, abbiamo ricevuto anche degli insulti». «Siamo diventati il bersaglio di un attacco politico, siamo stai messi alla porta, non c'erano le condizioni perché potessimo continuare con leale collaborazione». L’altro leader, quello che ha sigillato la crisi, Matteo Salvini, non se ne è neanche preso la responsabilità, accusando gli altri»: «Draghi e l'Italia sono state vittime, da giorni, della follia dei 5Stelle e dei giochini di potere del Pd». «L'intero centrodestra – ha detto – era disponibile a proseguire senza i grillini, con Draghi a Palazzo Chigi e con un governo nuovo e più forte. Il Pd ha fatto saltare tutto. Speriamo che questo sia l'ultimo Parlamento dove centinaia di persone cambiano casacca e poltrona».

Lo scenario più prevedibile, a questo punto, è che quando il premier salirà a dimettersi Sergio Mattarella lo pregherà di restare in carica «per il disbrigo degli affari correnti». Oppure, come usa dire, per «l’ordinaria amministrazione».

La diretta

7.59 – Crosetto: «La coalizione ormai era sbrindellata».
«Alla fine FdI, dall'opposizione è stato il partito più corretto nei confronti delle istituzioni e quindi anche di Draghi», dichiara al Corriere Guido Crosetto, imprenditore e cofondatore di Fratelli d'Italia. Sulla frase del premier «me lo hanno chiesti gli italiani», osserva poi Crosetto, «il presidente del Consiglio ha raddrizzato il tiro, confermando che si è reso conto che gli era scappato. Quella frase fa parte dell'inesperienza politica dell'uomo, di una persona che ha sempre fatto altro nella vita. Non è che pensassi che lui avesse aspirazioni di altro genere». A ggiunge: «In questa vicenda c'è un paradosso. Chi ha più osteggiato la sua candidatura al Quirinale oggi gli dice che è indispensabile la sua presenza a Palazzo Chigi per altri cinque mesi. Un controsenso, no?. Siamo chiari e sinceri: tutti hanno rotto le scatole a Draghi. Il M5a su superbonus e reddito di cittadinanza, la Lega sul ddl concorrenza, il Pd su ius scholae e cannabis. Man mano che andava avanti si è reso conto che sarebbe stato impossibile scrivere una legge di bilancio con una coalizione di governo completamente sbrindellata».

7.52 – Piazza Affari in picchiata
Piazza Affari sconta i timori sulla permanenza di Mario Draghi a Palazzo Chigi e le preoccupazioni degli investitori per una eventuale fine anticipata della legislatura. L'indice Ftse Mib, che ha toccato un -2,1%, ha terminato le contrattazioni in calo dell'1,6% facendo di Milano la peggiore tra le Borse europee. Lo spread Btp-Bund si è fermato a 212 punti base. Il rendimento dei Btp, il peggiore tra i titoli dell'Eurozona, sale di 6 punti, al 3,37%. Cedono il 4,1% i future su Milano. Attesa per la decisione di oggi della Bce: prende quota l'ipotesi di un rialzo di 50 punti base, il doppio di quanto annunciato. Allarme dell'Europa. Il New York Times: «Italia verso una nuova stagione di caos».

7.50 – Da Wsj a Nyt: «Finita breve stagione dorata dell’Italia»
«Sconvolgimento», «ritorno turbolento», «rancore». Così i maggiori quotidiani americani commentano la crisi del governo guidato da Mario Draghi, di cui riconoscono i successi politici nella «breve stagione dorata» dell'Italia, e il ruolo guida nel tenere unita l'Europa contro la Russia di Vladimir Putin. Il Wall Street Journal parla di «sconvolgimento in un momento cruciale per l'Italia». «La crisi e' partita - spiega il quotidiano finanziario newyorkese - quando il governo era avviato all'approvazione e all'implementazione di misure per aiutare le aziende e le famiglie ad affrontare l'aumento dei costi energetici». «L'Italia - aggiunge il Wsj - probabilmente si troverà presto ad affrontare una nuova sfida, quella legata a costi più alti per rifinanziare il debito. Il successore di Draghi alla Banca centrale europea, Christine Lagarde, questa settimana annuncerà l'aumento dei tassi di interesse, il primo in più di un decennio». Il lungo periodo di interessi bassi, continua il quotidiano, aveva «permesso all'Italia di rifinanziare il debito a buon mercato». Secondo il Wjs l'ipotesi di una nuova maggioranza parlamentare appare improbabile, mentre le elezioni sono sempre più certe. «Sarebbe la prima volta - aggiunge - dalla fine della Seconda guerra mondiale che l'Italia tiene elezioni in autunno, un periodo nel quale il Parlamento è chiamato ad approvare il budget per l'anno seguente».

7.42 – Gelmini: «Non potevo restare un minuto di più in Forza Italia»
«Non riconosco più il mio partito, si è appiattito sulla Lega. Non potevo restare un minuto in più in un partito che non riconosco», afferma la ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini racconta al Corriere perché ha lasciato Forza Italia subito dopo il voto di ieri a Palazzo Madama. «Quello che è successo ieri è gravissimo - afferma Gelmini - La crisi si era aperta a causa delle convulsioni del M5s: non era facile riuscire a prendersi la responsabilità di portare il Paese al voto in mezzo a una crisi senza precedenti. La FI che ho conosciuto in questi venticinque anni di militanza e di impegno politico, sarebbe stata dalla parte di Mario Draghi, che ha fatto un ottimo lavoro, è un convinto europeista, e che certo non è di sinistra. Lega e Forza Italia il governo lo hanno sempre sopportato e non supportato».

7.30 – Le Figaro, destra e M5S fanno cadere Draghi Ampio spazio su giornali francesi alla crisi politica italiana
Ampio spazio alla crisi di governo in Italia sui giornali francesi in edicola oggi. «La destra e il M5S fanno cadere Mario Draghi» è il titolo pubblicato in prima pagina su Le Figaro, il grande quotidiano conservatore della Francia. «Tre partiti appartenenti alla coalizione di Draghi hanno rifiutato di votare la fiducia al premier, ieri al Senato italiano, conducendo di fatto alla fine del suo governo di unità nazionale». «Draghi sfiduciato dai suoi alleati"; scrive in prima pagina Les Echos, il quotidiano economico di Parigi mentre Ouest-France parla di «Europa in apnea». Il premier italiano, prosegue il giornale tra i più letti di Francia-, «è stato scaricato, ieri sera, da tre partiti della sua coalizione», Forza Italia, Lega e Movimento Cinque Stelle».«Il crollo del suo governo non augura nulla di buono per l'Unione europea», secondo Ouest-France, e «a Madrid, Parigi e Berlino si teme una crisi politica che affosserebbe la zona euro ed invierebbe un messaggio di disunione alla Russia». Mentre il presidente Usa, Joe Biden, «dice di seguire con attenzione la situazione a Roma». «Italia: Mario Draghi sul punto di gettare la spugna», titola Liberation, aggiungendo: «Dopo una giornata di suspense e negoziati infiammati prima che i tre partiti di destra lo scaricassero, il premier italiano sembra sul punto di confermare le dimissioni».