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Июль
2022

West nile, virus in anticipo rispetto al 2018: già centinaia i casi asintomatici nel Padovano

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PADOVA. La storia recente individua nel 2018 l’anno orribile sul fronte della diffusione del West Nile anche nel Padovano.

«Rispetto ad allora siamo in anticipo di un mese» commenta il direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Usl 6, Luca Sbrogiò che dal suo arrivo, giusto tre mesi fa, ha dovuto fare i conti, nell’ordine con una fiammata dei contagi da Covid, la comparsa del virus delle scimmie e, adesso, il ritorno del West Nile con numeri significativi, soprattutto sul fronte dei casi gravi. «La comparsa del West Nile nel 2018 risale a Ferragosto» spiega «questo significa che il caldo non ci lascerà presto e la partita sarà ancora lunga. La diffusione prevalente del virus, al momento, riguarda la zona sudorientale della provincia, ma è destinata ad estendersi».

Nell’80% dei casi l’infezione è asintomatica e solo nel 20% è sintomatica, con meno dell’1% dei casi di encefalite. Tuttavia, a fronte di cinque casi di gravi riconducibili a West Nile, di cui due letali in pochi giorni, è chiaro che il quadro è in mutamento.

«Quello che emerge è la punta dell’iceberg, i casi asintomatici potrebbero essere centinaia, la situazione è in evoluzione» dice Sbrogiò che spiega «nella lettera inviata ai sindaci diamo le indicazioni migliori per contrastare la diffusione del virus, chiedendo innanzitutto di applicare il piano comunale di disinfestazione e di dare indicazione delle zone a rischio. Dopodiché indichiamo i comportamenti sia privati che pubblici che, se adottati correttamente, insieme costituiscono le best practice per contrastare la diffusione delle zanzare e, con esse, del virus. Non ci sono altri interventi più efficaci. Tra questi» aggiunge «determinante è l’uso dei repellenti. Ed è importantissimo che i caregiver si facciano carico di sensibilizzare soprattutto le persone anziane, che spesso sono le più fragili ed esposte ma che su questo fronte tendono a minimizzare l’utilizzo di un prodotto fondamentale. Lo stesso devono fare tutti, comprese donne in gravidanza e bambini: non ci sono controindicazioni in questo senso».

Al momento i contagiati sono tutti maschi: «Ma questo non indica una prevalenza di genere» assicura Sbrogiò «semplicemente, gli uomini tendono ad avere cura dell’orto e a dedicarsi a lavori agricoli, quindi a trascorrere più tempo in zone potenzialmente a rischio».

In questo scenario, anche il contagio di due cavalli – uno in via di guarigione e l’altro con un quadro neurologico più importante – offre un riscontro importante al Dipartimento di Prevenzione: assieme al controllo sulle ovitrappole e sugli uccelli morti, contribuisce a dare un quadro il più completo possibile sull’andamento del virus sul territorio.

Quanto alla predilezione di alcuni sindaci per il potenziamento degli interventi adulticidi, Sbrogiò chiarisce: «Le azioni sulle zanzare adulte sono efficaci per un tempo limitato e vanno applicate in maniera puntiforme, ad esempio la sera prima dello svolgersi di sagre ed eventi, limitatamente alle zone considerate a rischio» conclude il direttore del Dipartimento di Prevenzione «si tratta di interventi che durano un paio di giorni, dopodiché le zanzare tornano, motivo per cui l’azione più efficace è creare un ambiente ostile alle larve. Va da sé che non ci aspettiamo che i Comuni possano coprire migliaia di chilometri di fossati: la cosa importante è agire innanzitutto secondo un criterio di prossimità, intervenendo nelle aree vicine alle abitazioni».