Non leggiamo mai abbastanza libri di musica, anzi dedicati o scritti da musicisti. Forse per la convinzione che il grosso si passi attraverso l'esecuzione, registrata o live? La musica, però, è ben più che bidimensionale, è sempre anche eco di vita, di chi la fa e di chi la ispira. Anche per questo può essere interessante e impattante pure quando le parole non sono necessariamente legate a delle note. Come dimostrano queste biografie, raccolte e memoir usciti negli ultimi tre mesi del 2021. Ottime strenne di Natale da regalare e forse ancora di più da regalarsi (e questo, non necessariamente proprio entro il 25 dicembre).
The storyteller. Storie di vita e di musica, di Dave Grohl
La miglior presentazione possibile di questo libro viene dal suo (imprevisto) autore - batterista dei Nirvana e poi leader dei Foo Fighter - e inizia così (facendoti venire subito una voglia pazzesca di comprarlo): «E così, ho scritto un libro. Avevo accarezzato l'idea per anni e mi erano state offerte tante opportunità piuttosto discutibili (“È un gioco da ragazzi! Fai solo 4 ore di interviste, trovi qualcuno che lo scriva, metti la tua faccia in copertina et voilà!”), ma io volevo scrivere queste storie come ho sempre fatto: di mio pugno. La gioia e l'euforia che ho provato scrivendo questo libro è molto simile a quella che sento quando riascolto una canzone che ho registrato e che non vedo l'ora di condividere con il mondo, o quando leggo un mio vecchissimo appunto su un taccuino macchiato, o ancora quando sento la mia voce che rimbalza tra i poster dei Kiss nella mia camera da bambino. Questo non significa che lascerò la musica, ma è un'occasione preziosa per raccontare cosa vuol dire essere un bambino di Springfield, Virginia, che vede tutti i suoi sogni realizzarsi attraverso la musica».
Will. Il potere della volontà, di Will Smith
Ce ne ha parlato anche nella lunga intervista di copertina di GQ di ottobre, Will Smith ha condiviso, senza paura di scoprire anche manchevolezze e fragilità, il suo percorso alla ricerca del proprio equilibrio interiore, tra carriera, successo, incertezze, etc. Una ricerca che è quella di una star, sì, ma una stella del cinema e della musica in cui, pagina dopo pagina, si può riconoscere per molti aspetti anche ogni uomo. L'autenticità che mette nel raccontarsi è di ispirazione tanto quanto quello che narra ed esplora.
Renegades. Born in the USA, di Barack Obama e Bruce Springsteen
Un incontro, un'amicizia, una comunione di intenti nei valori che sono già sfociate in un famoso podcast, ora si fanno anche libro. Un volume che è anche scrigno, perché ricco di materiali inediti (da foto private a manoscritti di brani di Springsteen o appunti dell'ex Presidente USA, fino a elementi di backstage e aggiunte a quanto già ascoltato in streaming). Il tutto percorrendo in lungo e in largo, anche a ritroso nel tempo, l'America e le proprie esistenze.
Franco Battiato. L'alba dentro l'imbrunire, a cura di Francesco Messina e Stefano Senardi
Come si può contenere la creatività e la memoria di un artista come Battiato? Come poi a una distanza così poco remota dalla sua perdita? Ci prova questo libro attraverso una sorta di ritratto corale, ovvero attraverso le voci e le penne di una cinquantina di colleghi, giornalisti, critici, scrittori, etc. Tra ricordi e riflessioni, alla ricerca della sua storia, dell'essenza di una vita artistica, dell'eredità e dell'orma che rimane subito di un gigante della nostra scena musicale e culturale.
The lyrics, di Paul McCartney
Paul McCartney vorrebbe saper scrivere un'autobiografia classica, ma è con le parole legate alla musica che sente di sapersi raccontare meglio. Non ha mai tenuto un diario, così come on è un tipo da appunti. Ma ha una memoria molto lucida.
Per sua stessa ammissione, questo doppio volume chiuso in un cofanetto altro non racchiude che la sua vita in 154 canzoni, che qui puntualmente spiega e contestualizza. Per un memoir diverso, frammentato ma non per questo meno organico, che ha pure il pregio di poter essere cantato.
La mia vita nei Dire Straits, di John Illsley
Con prefazione di Mark Knopfler, è più la biografia di una band (universale tanto quanto generazionale) e di un'amicizia al suo interno (quella dei due componenti che più ne hanno fatto parte), che la storia della vita di un uomo. Per questo risulta un racconto tanto emozionante e prezioso.
Jeff Buckley. La sua vera voce, di Mary Guibert e David Browne
Nella memoria e cultura popolare Jeff Buckley è soprattutto una voce che si è spenta presto e che sentivamo e sentiamo quanto poteva regalare dopo un unico grande album (Grace) a cui seguirono due progetti postumi, di raccolta. Per certi versi, quindi, Jeff Buckley è poco “ricostruibile” e ascoltabile anche in termini di materiali da registrazioni che non fossero musicali e quindi, sì, per certi versi la sua non è una voce che conosciamo davvero. A restituircela vivida anche se (tra)scritta ci pensa ora la raccolta finalmente pubblicata dei suoi diari - sinceri, personali, pieni di sfaccettature -, un progetto in cui hanno unito le forze la madre e un giornalista musicale (autore di due bei libri su Crosby, Stills, Nash & Young e sui Gratefuld Dead).
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