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Июнь
2021

Da Roma arriva il Tiziano a Mantova: il prezioso dipinto da oggi in mostra al Te

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MANTOVA. «È sempre un’emozione aprire una cassa e scoprire l’opera che contiene – ha detto Stefano Baia Curioni, direttore della Fondazione Palazzo Te ieri pomeriggio nell’ala napoleonica della villa giuliesca -. Lo è tanto più se si tratta di un Tiziano e in quest’anno in particolare. Venere ci porta armonia: si ricomincia».

Il dipinto del Vecellio, Venere che benda Amore, da oggi al 5 settembre nel percorso di visita del progetto espositivo Venere divina. Armonia sulla terra, è partito da Roma ieri mattina, dalla Galleria Borghese, dove è conservato, accompagnato dalla funzionaria Maria Giovanna Sarti, alloggiato dentro a una doppia cassa speciale con sospensioni, ed è arrivato a Mantova in perfetto orario dove era atteso per l’apertura e la collocazione nella Camera delle Vittorie.

Il dipinto è citato per la prima volta nel 1613, nel poema di Scipione Francucci, dedicato alla raccolta di Scipione Borghese, cardinal nipote da otto anni, collezionista e appassionato di arte. La scena, risultata sempre di difficile interpretazione, tanto da acquisire titoli diversi negli inventari successivi della villa, oltre ai protagonisti, Venere e Amore, raffigura anche un altro cupido e le due ninfe Dori e Armilla, una con le frecce e l’altra con l’arco. Nel Novecento le interpretazioni si sono basate sul reperimento di fonti letterarie mentre le letture successive, osservando le espressioni dei personaggi, hanno propeso per la soluzione che le due donne stiano per consegnare le armi a Cupido, invece che avergliele sottratte.

Amore, appoggiato alla spalla della madre, appare quasi preoccupato, invece che sicuro della sua superiorità al fratello bendato. Potrebbe quindi essere la rappresentazione dell’Educazione di Cupido: l’Amore cieco sta per compiere le sue prime imprese, colpendo i mortali con le sue frecce e disseminando casualmente innamoramento e passione. Il quadro è datato fra 1560 e il 1565, agli anni estremi dell’artista.

L’immagine, sgranata e sognante, è costruita con grande maestria: al centro del quadro non c’è nessuno dei protagonisti della scena, ma un’apertura verso un paesaggio al tramonto.

Il programma espositivo “Venere divina. Armonia sulla terra” prosegue per tutto il periodo estivo con l’arricchimento di questo nuovo tassello che avrà a corredo un articolato public program sul tema del mito di Venere, con momenti performativi e artistici nell’Esedra di Palazzo Te, ripensata con i nuovi arredi per accogliere al meglio il pubblico. Info: www.fodazionepalazzote.it.