A nuovo la scritta dedicata a Tito sul monte Cocusso
TRIESTE Ripristinata in modo da essere chiaramente visibile a distanza e illuminata anche di notte. Torna a far parlare di sé la scritta “Tito”, realizzata in pietra nel dopoguerra sulla pendice nord-ovest slovena del monte Cocusso, il più alto del Carso, poco distante dall’ex confine di Basovizza. La scritta stava diventando invisibile, soggetta alle intemperie e dall’avanzare della vegetazione.
Qualcuno, evidentemente animato dalla volontà di rinverdire il ricordo del maresciallo Tito, ha deciso di rimetterla a nuovo, unendo le pietre fra loro, attraverso l’utilizzo di poliuretano espanso, aggiungendo inoltre torce a energia solare che si ricaricano di giorno e la illuminano di notte.
La scritta negli anni è stata più volte cancellata e ripristinata.
Nel 2004 fu pure oggetto di uno scontro istituzionale tra l’allora Provincia di Trieste e la Repubblica di Slovenia. Oggetto della diatriba proprio l’opportunità di mantenerla, perché da un se da un lato si riteneva esaltasse «il responsabile politico e morale della tragica occupazione militare di Trieste nel maggio del 1945», dall’altro per altri invece costituiva un ricordo del «ruolo che Tito svolse durante la lotta di liberazione dall’occupazione nazifascista».
Il recente intervento di ripristino ha nuovamente scatenato le polemiche. L’Unione degli istriani, in un comunicato, ritiene che «lo spirito del 13 luglio, quando i presidenti di Italia e Slovenia, Mattarella e Pahor, si tennero per mano alla Foiba di Basovizza e ai cippo dei quattro attentatori del Tigr, non ha minimamente scalfito gli amanti del maresciallo Tito. D’altronde un detto afferma che il primo amore non si scorda mai. L’enorme scritta che forma la nostalgica parolaccia “Tito” – conclude il testo dell’Unione degli istriani – è stata rimessa a nuovo».
Marko De Luisa, presidente della Circoscrizione Altipiano Est, che confina con l’area del monte Cocusso, preferisce invece non entrare nel merito: «No comment” la sua rispost
U.SA.
