Trieste, carcassa di tartaruga spiaggiata da tre giorni ai Filtri. La protesta dei bagnanti
TRIESTE. «L’odore è diventato insopportabile: non si riesce a stare in spiaggia e anche i nostri clienti protestano».
Vanja Milič, lavoratrice del ristorante Bellariva di Trieste, è esasperata. La spiaggia di Santa Croce-Filtri dal pomeriggio di sabato ospita la carcassa di una tartaruga di mare. L’animale, trasportato dalle onde, è giunto fino a riva non passando certo inosservata, motivo per il quale alcuni bagnanti, accortisi dell’animale, hanno contattato la Capitaneria di Porto.
«Sono arrivati in due, ci hanno chiesto un sacco nero e una pala per poter spostare l’animale all’interno della spiaggia, accanto al muro. La carcassa è stata coperta con il sacco nero ed è stata delimitata da un nastro biancorosso. Da lì la Capitaneria ha contattato l’Asugi», racconta Milič.
Ad oggi, lunedì 21 giugno, la tartaruga senza vita rimane sempre lì. E con l’innalzamento della temperatura, la situazione sta iniziando ad essere sempre più difficile da gestire.
«Abbiamo chiamato di nuovo la Capitaneria. Poi l’Asugi. E infine il Comune di Trieste. Pare che il costo di smaltimento all’inceneritore sia troppo elevato, motivo per il quale si è interessato ora del caso il Wwf. Il responsabile della Protezione tartarughe, peraltro molto cortese, ci ha detto però che sino a martedì pomeriggio la carcassa non sarà rimossa», conclude Milič.
Il problema è che nella spiaggia dei Filtri c’è un odore fortissimo che sta creando disagi ai bagnanti e ai clienti del ristorante.
