Tignanello taroccato, ancora guai per Fazzi
SABBIONETA.Smascherati da un errore: una «d» al posto di una «t» aveva attirato l’attenzione. Il vino, poi: il prestigioso Tignanello. Solo un sospetto, ma tanto era bastato per far partire un’indagine che ha poi scoperchiato una colossale frode da quasi 2 milioni di euro, portata alla luce dai Nas di Firenze e Cremona: circa 11mila bottiglie di (finto) Tignanello della casa vinicola fiorentina «Marchesi Antinori» finite sul mercato italiano ed estero. Etichette tutte contraffatte e dentro alle bottiglie rosso da tavola di qualità mediocre invece del vino toscano Igt. L'indagine aveva anche portato all'arresto, nel 2019, di Matteo Fazzi, della madre Alessandra Maria Morini, di Sabbioneta e i titolari di alcune società di commercio online, e del napoletano Sergio Papa, residente a Viadana, loro collaboratore. E ora tutti e tre, poi tornati liberi, hanno patteggiato davanti al gup Sara Micucci: 1 anno e 6 mesi per Fazzi e per Papa; 1 anno per Morini. Nel corso dell'inchiesta si sono aggiunti, però, altri tre nomi: Ciro e Romy Papa, entrambi residenti a Viadana, e Salvatore Cammilleri, originario di Licata, ma da tempo emigrato in Germania. I primi due hanno patteggiato rispettivamente 1 anno e 2 mesi e 1 anno, mentre il terzo è stato rinviato a giudizio. Multe fino a 6.600 euro. Tranne che per Fazzi (già qualche guaio con la giustizia sulle spalle), la pena è stata sospesa.
Tutti erano accusati di concorso in contraffazione di marchi, introduzione nel mercato di prodotti contraffatti e vendita di prodotti con segni mendaci.
