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Июнь
2021

La saggezza di Aristotele è utile anche per districarsi sui social

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Il primo social network è stato Sixdegrees, creato da Andrew Weinreich nel 1997 per combinare incontri amorosi. Nel 2004 è arrivato Facebook, nel 2009 Whatsapp e nel 2010 Instagram, la piattaforma più attualmente usata dai ragazzi insieme a TikTok, lanciata nel settembre 2016 in Cina con il nome di Douyin: solo a gennaio 2021è stata scaricata 62 milioni di volte.

Tutti abbiamo a che fare con questi media. Ma talvolta sembra che creino l’effetto opposto rispetto a quello per cui queste app sono state pensate: invece di avvicinare le persone, rendendo più facili le comunicazioni, le stanno allontanando. Quanto spesso ci è capitato di salire su un autobus e trovare una comitiva di ragazzini che hanno la testa china su uno smartphone? Passa quasi l’idea che ormai sia più importante capire come una persona appaia sui social che dal vivo o quanti amici o “followers” abbia invece di pensare alle persone che ci sono vicine.

Questo comportamento, che alcuni potrebbero definire immaturo ma comprensibile, è causa di rimproveri da parte dei genitori, che cercano di imporre regole per limitare l’uso di questi strumenti e di educare i ragazzi a un loro uso moderato. Molte volte però gli adulti, demonizzano i social per via di certi contenuti, per l’eccessiva condivisione della vita privata o per il troppo tempo che i ragazzi trascorrono attaccati allo schermo. Quante volte ci capita di dire a nostra madre che abbiamo mal di testa e ottenere questo tipo di risposta: «È colpa del cellulare»?

I social, come tutte le cose, presentano aspetti positivi e aspetti negativi. L’aspetto positivo più importante è quello di aver facilitato le comunicazioni, il fatto di aiutare a mantenere certe amicizie o aiutare a crearne di nuove. Dall’altro lato c’è l’eccessiva condivisione di dati personali o gli incontri detti “al buio”: può capitare che dietro ad un account si celino malintenzionati o truffatori, pronti ad approfittarsene. Un altro aspetto negativo dei social è che, dando voce a tutti, molte informazioni che vi circolano sono inaffidabili, non verificate e ci sono persone che sfruttano la loro capacità di influenza e il numero di follower proprio per diffondere notizie false. Dunque, è importante utilizzare i social con misura e moderazione, come d’altronde dice Aristotele: “È bene, nella vita come ad un banchetto, non alzarsi né assetati né ubriachi”.Ludovica Lonardi

Martina Lamberti