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Март
2021

Le sale operatorie sono chiuse e i chirurghi si offrono per aiutare i colleghi nei reparti Covid

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UDINE. Chirurghi “disoccupati” a causa del blocco dell’attività non urgente in aiuto ai colleghi in affanno nelle aree di Emergenza e nei reparti Covid all’ospedale di Udine.

La lettera

La mobilitazione è partita da una comunicazione inviata al direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale Massimo Braganti via posta elettronica dal direttore di Angiologia e Diagnostica vascolare Giulio Andolfato.

Poche parole per candidarsi a dare man forte ai medici in prima linea, quale che fosse la destinazione, senza se e senza ma. E soprattutto senza indennità aggiuntive.

Qualche ora dopo, un giro di telefonate fra colleghi aveva già reclutato nuove menti e nuove braccia da far confluire nelle trincee di una battaglia che al Santa Maria della Misericordia, senza più stanze e personale disponibili, non ha mai visto precedenti.

Le motivazioni

Un’autocandidatura, la sua, che ha avuto subito emuli eccellenti: «Vista la chiusura dei ricoveri in elezione dei reparti chirurgici e conseguente riduzione delle attività cliniche correlate – scriveva Andolfato –, vista la situazione di necessità determinata dall’iperaflusso alle strutture di Pronto soccorso del nostro ospedale, considerati i rapporti d’amicizia e solidarietà con i colleghi della Medicina d’urgenza e Pronto soccorso che versano in grave disagio da ormai più di un anno, considerato che nel mio curriculum ho già prestato servizio in Pronto soccorso e comunque ho esperienza in materia di urgenza Chirurgica generale e Angiologica, propongo, limitatamente al periodo di necessità, di prestare servizio per i miei turni rimasti vacanti dalla riduzione di attività chirurgica del Santa Maria presso gli ambulatori o le degenze del Pronto soccorso e Medicina d’urgenza, secondo le indicazioni e gli obiettivi indicati dai colleghi del Ps e dalla Direzione sanitaria».

Un’attività a titolo volontario, poiché Andolfato esercita anche attività extra moenia.



I turni

Poco dopo spediva i turni “liberi” dei mesi di marzo e aprile al direttore del Pronto soccorso Mario Calci per poter programmare il suo inserimento fra le fila degli altri medici a titolo di mobilità parziale temporanea e volontaria.

Nel contempo, Andolfato, segretario aziendale Cimo, ha contattato i colleghi che operano nei reparti chirurgici dell’Azienda Friuli Centrale sondando la loro disponibilità a fare altrettanto, suggerendo fra coloro che hanno un rapporto intra-moenia un intervento da incentivare con il Fondo per gli Obiettivi del 2021.



Le sale operatorie

«Delle 42 sale operatorie disponibili all’interno dell’intero ospedale – è la constatazione di Andolfato – al momento ne sono rimaste in attività a malapena 5 o 6, e ormai interveniamo solo in casi di estrema gravità, quindi ci sono professionalità disponibili che possono essere utilizzate proprio laddove invece i medici scarseggiano».



Gli altri

E non è l’unico a pensarla così, visto che, in breve, l’iniziativa si è estesa a professori della Clinica Chirurgica del calibro di Sergio Giuseppe Intini, Luigino Noce, Enrico Pasqual, stessa scelta ha fatto il dottor Marco Ricciarelli, mentre il direttore della Chirurgia vascolare Paolo Frigatti ha annunciato la disponibilità di un componente del suo team ad aggiungersi alle schiere dei medici che si sono resi disponibili. Ciascuno ha indicato i turni in direzione medica per consentire più rapidamente possibile le assegnazioni formali. —

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