Le palestre di Mantova: così non va. Con questi ristori non apriremo più
MANTOVA. «Così, chiudiamo». Luca Rossi, amministratore unico di Saiseifun, la struttura per il fitness di via Cremona, scrive al premier Draghi, al capo dello Stato Mattarella e ai gruppi di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia in parlamento per contestare il criterio di calcolo dei ristori destinati alle imprese danneggiate dalla chiusure determinate dall’emergenza sanitaria.
«Un negozio – fa l’esempio Rossi, all’ennesima lettera alle istituzioni nel tentativo di far riaprire le palestre – che è sceso da 120mila a 60mila euro dal 2019 al 2020, ha una perdita media mensile di 5mila euro, che moltiplicato per due fa 10mila euro. Su questa cifra si calcola il 30%. Il ristoro è, dunque, pari a 3mila euro. La cosa che più mi stupisce è che il cosiddetto “Governo dei migliori” possa avere partorito una idiozia del genere.
<Ma davvero si può pensare che attività, che sono state obbligate dallo Stato sospendere la loro attività nel 2020 e nel nostro caso continuiamo anche nel 2021, con un indennizzo di 10mila euro possano essere ristorate, consentendo loro una continuità aziendale? Io speravo che chi ci sta governando, guidato dal buon senso, determinasse il valore del sostegno in modo semplice e senza algoritmi: a) differenza fatturato 2020-2019 uguale riduzione ricavi; b) applicazione al valore determinato al punto che precede, della percentuale di ristoro per classe (dal 30 al 10% a decrescere); detrazione dalla differenza del punto b che precede, dell’importo già erogato con precedente ristoro e quindi definizione dell’importo da erogare per il 2020. Attenzione, questo per il 2020. Perché, ad esempio, per noi palestre manca anche tutto il 2021».
La cosa, però, che più lascia attonito Rossi è di «non comprendere come possano uomini che conoscono l’economia e le dinamiche aziendali, pensare che con 10mila euro di ristoro, una attività che nel 2019 ha sviluppato ricavi per 300mila euro e nel 2020 100mila, possa continuare a operare. Tutto ciò può significare solo una cosa: chiudere. Dovremo prendere atto che lo Stato preferisce aumentare il numero delle persone che andranno in disoccupazione oppure che ricorrono al reddito di cittadinanza piuttosto che garantire la libera impresa e ristorare. Eliminerete il ceto medio che non ha mai pesato sullo Stato. Una grande ingiustizia sociale che calpesta la dignità di ciascuno di noi».
