Al Cpr quattro migranti protestano contro l’espulsione dall’Italia
GRADISCA. Nuovi disordini, fortunatamente contenuti, al Cpr di Gradisca. Dopo un periodo di (relativa) tranquillità, l’altra notte nella struttura destinata al trattenimento di stranieri irregolari in attesa di espulsione si è registrato qualche momento di subbuglio. A causarlo sono stati 4 trattenuti di nazionalità tunisina, attesi a ore dal rimpatrio. Il gruppetto, forzando alcune reti, ha avuto accesso ai tunnel di separazione fra la zona blu e le altre sezioni, cercando di salire sul tetto per protestare contro il provvedimento. I nordafricani hanno cercato di coinvolgere anche altri ospiti, ma senza successo.
Non si è reso necessario alcun intervento di ordine pubblico, gli agenti di Polizia che sorvegliano il Cpr hanno guardato a vista il quartetto e, a titolo precauzionale, sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco. Sebbene siano da qualche tempo un ricordo, sono ancora freschi nella memoria gli incidenti e incendi di poco meno di un anno fa. Dopo qualche minuto di tensione i 4 hanno desistito dalla protesta senza avanzare richieste. L’episodio non ha dunque avuto escalation.
La zona blu, operativa da inizio anno dopo lunghi lavori di adeguamento, era inagibile dagli incidenti del 2014 e ora è utilizzata per i nuovi arrivi di stranieri colpiti da espulsione e per le eventuali quarantene. I rimpatri – principalmente verso la Tunisia – proseguono con regolarità: due i voli charter a settimana, con partenze da Roma e Milano. Sono attualmente una novantina i detenuti del Cpr. Il picco massimo nelle scorse settimane, 115 circa, quando vennero trasferiti a Gradisca molti irregolari per i disordini nella struttura di Torino. —
