Padova. Lei spilla cinquecento euro al mese al “fidanzato” disabile
PADOVA. Quando l’amministratore di sostegno e la madre hanno chiesto di motivare quella strana “spesa” mensile, lui ha risposto: «Sono per la mia fidanzata». Fidanzata o amica, comunque la si intenda, che da quasi tre anni si vedeva recapitare buste e bonifici da 500 euro. Soldi facili, che nel corso dei mesi sono arrivati a un totale di parecchie migliaia di euro.
Sabrina Franceschin, quarantenne padovana, è indagata per circonvenzione di incapace. Facendo leva sulla fragilità di un coetaneo, si sarebbe garantita un incasso mensile per quasi un triennio. A farne le spese è stato un uomo di Borgoricco (le generalità non sono rese note per privacy) affetto da disabilità - oligofrenia, un ritardo mentale congenito o acquisito nell’infanzia - e per questo affiancato a un tutore.
I due si erano conosciuti attraverso un social network, all’inizio del 2018. Ne era nata un’amicizia, che però la donna avrebbe sfruttato oltre i confini del semplice rapporto affettivo. La Franceschin era riuscita ad assicurarsi un pagamento mensile di 500 euro. L’uomo li consegnava all’interno di una busta, particolare non indifferente ai fini delle successive indagini, o attraverso dei bonifici bancari.
Le immotivate uscite di denaro dalle tasche dell’uomo sono state scoperte dall’amministratore di sostegno, e segnalate alla stessa madre del quarantenne, che ha spiegato per nulla turbato di aver dirottato quelle somme all’amica. È quindi scattata la denuncia alle autorità e sono state avviate le opportune indagini.
A confermare le “donazioni” dell’amico, i militari hanno trovato in casa della donna le buste che lo stesso uomo utilizzava per consegnare il denaro.
Chiamata a motivare quelle somme, la donna ha spiegato che i versamenti mensili erano una sorta di piano di rateizzazione per alcuni cellulari che l’uomo aveva in custodia e che erano andati persi o danneggiati.
Tesi, questa, che sarebbe in parte stata confermata dalla stessa madre dell’uomo ma che non sarebbe bastata a convincere la pubblica accusa. Non solo, la donna avrebbe assicurato di non aver mai fatto leva sulla disabilità dell’amico per ottenere quei soldi. L’altro ieri in Tribunale a Padova si è tenuta la prima udienza di fronte al gup.
Per Sabrina Franceschin, difesa d’ufficio dall’avvocato Marco Colapinto, è stato richiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di circonvenzione di incapace, continuata sin dal 2018. Calcolando i 500 euro mensili, la somma estorta all’uomo potrebbe toccare i 18 mila euro: quando la cifra è diventata così ingente, per le persone più vicine al quarantenne è stato impossibile non accorgersi dell’ammanco. —
