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Январь
2021

Da Kandinsky a Picasso, la città scommette su casa Cavazzini e investe nelle grandi mostre

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UDINE. Sono stati consegnati i lavori per trasformare Casa Cavazzini in un museo in grado di ospitare le opere dei grandi nomi dell’arte moderna e contemporanea: Kandinsky, Gauguin, Picasso, Dalì, solo per citarne alcuni. Per riuscirci il Comune ha previsto un investimento di circa 1,2 milioni di euro per adeguare gli spazi interni soprattutto da un punto di vista della sicurezza.

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Il tempo stringe e la ditta che si è assicurata l’appalto, la Di Betta Giannino di Nimis, dovrà correre per terminare l’intervento entro la fine di luglio. Pochi mesi dopo, infatti, pandemia permettendo, Casa Cavazzini diventerà sede della grande mostra “La forma dell’infinito” curata dal Comitato di San Floriano e da una delle sue anime, don Alessio Geretti, che negli ultimi anni ha saputo trasformare Illegio in una delle capitali europee dell’arte.

L’obiettivo dell’amministrazione comunale guidata da Pietro Fontanini è chiaro: portare in città, nell’arco di sei mesi, almeno 60 mila persone, dando così respiro non solo alle attività di ristorazione, ma anche a quelle ricettive e commerciali.

«Con questo intervento – commenta Fontanini - intendiamo dotare il museo di arte moderna e contemporanea della città di tutti i requisiti necessari per entrare a pieno titolo nel circuito espositivo internazionale, che richiede il rispetto di precisi standard relativi alla sicurezza. L’esordio della nuova Casa Cavazzini è previsto per ottobre con la mostra “La forma dell’infinito”, curata da don Geretti e dal Comitato di San Floriano, che ringrazio. Sono certo saprà attirare nella nostra città decine di migliaia di turisti».

Oggi, giovedì 21 gennaio, alla consegna simbolica dei lavori, oltre al primo cittadino, sono intervenuti anche il vicesindaco Loris Michelini e l’assessore al Grandi eventi Maurizio Franz. Michelini ha parlato di «intervento che resterà nella storia della città, sancendone la ripartenza culturale ed economica». Detto questo, il vicesindaco ha voluto rispondere a chi, nei giorni scorsi, ha puntato il dito sulla scelta del progettista, Edoardo Gherardi, fedelissimo di colui che inizialmente pareva essere il designato a portare le grandi mostre a Udine, Marco Goldin.

«Per non sbagliare, il progetto è stato affidato a persone con esperienza sul campo, che hanno già realizzato lavori similari». Chiude così Michelini: «La nuova Casa Cavazzini porterà in città non solo cultura, ma anche affari grazie all’indotto determinato dagli importanti afflussi di visitatori e turisti che ci aspettiamo». Anche l’assessore Franz si sofferma sulle ricadute economiche del progetto grandi mostre: «Udine si posizionerà al centro della scena artistica europea e internazionale. Ci attendiamo, nei sei mesi di apertura al pubblico della mostra, oltre 60 mila visitatori attirati dalle 60 opere provenienti dai più prestigiosi musei al mondo».