Vogliacco si rimette al centro del Pordenone
Viste le assenze dell’ex Barison (squalificato) e Bassoli (infortunato) toccherà a lui affiancare Camporese al centro della difesa. Venerdì, ad Ascoli, nella terzultima giornata del campionato cadetto, Alessandro Vogliacco lascerà il ruolo di terzino destro e si sistemerà nel cuore della terza linea. Il 21enne barese occuperà la sua posizione originaria, ricoperta in serie B con il Pordenone soltanto a Venezia ma precedentemente in ogni sua esperienza: con i neroverdi in C, col Padova in B e prima ancora con le giovanili della Juventus. La gara con i marchigiani potrebbe risultare simbolica, probabilmente la prima di una lunga serie come centrale difensivo dei ramarri.
La società crede in lui: l’ha dichiarato anche due giorni fa il responsabile dell’area tecnica Matteo Lovisa. Altrimenti, nell’estate 2019, quella successiva alla promozione tra i cadetti, non gli avrebbe fatto firmare un triennale. Aveva deciso di puntare su Vogliacco perché, nel futuro, lo vede come un perno del reparto arretrato, non solo come un ottimo rincalzo nel ruolo di terzino. Durante questo torneo di B, il primo disputato interamente con un club che detiene la proprietà del suo cartellino, ha maturato esperienza e ha osservato come si muovevano due ottimi interpreti del ruolo come Camporese (classe 1991) e Barison (’94).
Avrebbe potuto essere il primo cambio della coppia, ma Tesser ha preferito fare altre scelte, puntando su un calciatore esperto come Bassoli (’90). I fatti gli hanno dato ragione, visto che l’ex Alto Adige, prima dell’infortunio, ha giocato molto bene. Ma, al di là delle prestazioni, è chiaro che ora Vogliacco rappresenti il futuro, un elemento su cui puntare forte a partire dal prossimo campionato anche perché è un capitale della società come Ciurria (’96, ora esploso) e Barison. Anche quest’ultimi due avevano sottoscritto un triennale un anno fa. Loro, più esperti, sono stati subito inseriti nell’undici titolare: il prossimo potrebbe essere l’ex juventino.
Così la partita di venerdì, oltre a mettere in palio per la squadra tre punti fondamentali in chiave play-off, rappresenta per il 21enne pugliese una sorta di esame. La fiducia della società, come detto, c’è, ma è sempre meglio ripagarla con una prestazione di livello, in modo tale da togliere ogni eventuale, piccolo, dubbio. A Venezia fece bene e la squadra vinse (2-1). Anche la scorsa stagione, in quel ruolo, si dimostrò all’altezza: tre partite disputate, sempre più che sufficiente, con i neroverdi capaci di conquistare una vittoria (con la Fermana) e due pareggi (con Renate e Sambenedettese).
È giunta la sua ora, dunque, e magari per sentirsi più sicuro chiederà qualche ulteriore consiglio a un grande interprete del ruolo, presente nella sua famiglia: si tratta di Sinisa Mihajlovic, papà di Virginia, la sua ragazza, con cui vive a Pordenone. Al serbo, dopo la gara col Crotone del girone d’andata, la prima da terzino in B coi ramarri, dedicò un pensiero: «Grazie alla sua forza è la mia fonte di ispirazione quotidiana». Una forza che sentirà anche venerdì ad Ascoli.
