ru24.pro
World News
Май
2020
1
2
3 4
5
6 7 8
9
10
11 12
13
14 15 16 17 18 19 20 21 22
23
24
25
26 27
28
29 30 31

Dramma a Ceggia. Mamma trova la figlia di 40 giorni senza vita in culla

0

Ceggia.

Muore in culla ad appena 40 giorni. Una notizia drammatica ha scosso la comunità di Ceggia, sconvolta per la scomparsa della piccola Lucia Edeh Chizoba. La bimba viveva con la famiglia, di origine nigeriana, in un condominio a ridosso del centro del paese, non lontano dalla chiesa parrocchiale. Si tratterebbe di una «morte bianca», una di quelle morti improvvise e tuttora inspiegabili per la scienza che colpiscono i neonati, apparentemente sani, nel primo anno di vita.

La tragedia è avvenuta lo scorso 13 maggio. Ma per rispettare il dolore dei familiari, la mamma Ada e il papa Stephen, e per la delicatezza della vicenda le autorità hanno mantenuto in questi giorni il massimo riserbo. La notizia è divenuta ufficiale solo dopo la fissazione dei funerali, che si sono svolti ieri pomeriggio in forma privata nella chiesa parrocchiale di San Vitale Martire, sempre a Ceggia. La piccola Lucia era la secondogenita della coppia, che ha già un’altra bambina. Si è trattato di una tragedia improvvisa.

Secondo quanto si è appurato, la mamma era andata a prendere la bimba nella culla per allattarla, quando si è accorta che la piccola non dava segni di vita. Subito è stato lanciato l’allarme, ma i sanitari nulla hanno potuto per salvare la neonata, che è spirata in ospedale a San Donà. Fin da subito l’ipotesi più accreditata è parsa quella di trovarsi di fronte a una cosiddetta «morte bianca». Ma in ogni caso, vista la delicatezza del fatto e l’età della bimba, che aveva appena superato i 40 giorni di vita, sono stati svolti tutti gli accertamenti del caso, prima di concedere il nulla osta ai funerali. Non appena è stata autorizzata la sepoltura, le onoranze funebri Bergamo hanno organizzato le esequie, che si sono svolte ieri pomeriggio in forma privata, secondo le norme attualmente in vigore.

La salma della piccola Lucia, proveniente dall’ospedale di San Donà, è arrivata in chiesa all’interno di una bara bianca. Ad accoglierla i rappresentanti della comunità nigeriana e i volontari parrocchiali, che in questi giorni di inimmaginabile dolore si sono stretti attorno ai genitori.

La messa di commiato è stata preceduta, nella serata di martedì, dalla recita di un Rosario di preghiera in chiesa. La comunità ciliense si è subito mobilitata ed è stata attivata una rete di supporto alla famiglia. In particolare, la parrocchia, la locale Caritas diocesana e il Comune si sono attivati fin da subito per portare aiuto alla famiglia non solo sul piano umano, ma anche materiale per quanto possibile.

Chi ha avuto modo di parlare con i genitori, racconta di una coppia straziata dal dolore. Per la madre, comprensibilmente provata dall'accaduto, è stato attivato anche un supporto psicologico da parte dell’Usl 4. Oltre ai genitori e alla sorellina, la piccola Lucia lascia la zia Ilaria, la nonna Emilia e lo zio Giuseppe. La tragedia ha colpito profondamente la comunità ciliense. In tantissimi ieri si sono fermati senza fiato davanti all’epigrafe, che annunciava la drammatica notizia. —